PER MODO DI DIRE – Fare una marachella

Il termine "marachella" deriva dall’ebraico «meraggel», «esploratore, spia», che nel parlare giudeo-triestino divenne «maraghel»

PER MODO DI DIRE

di Giulio Nascimbeni

E le spie come i bambini si misero a fare i capricci

FARE UNA MARACHELLA — Di solito, siamo molto indulgenti verso le marachelle, anche perché, come spiegano i dizionari, con «marachella» si indica «un’azione illecita, ma non grave, commessa di nascosto, specialmente da bambini o ragazzi». Il sinonimo è, infatti, ragazzata o bricconata. Ma tutto cambierebbe se «marachella» fosse coerente nella pratica con la sua origine etimologica. Essa deriva dall’ebraico «meraggel», «esploratore, spia», che nel parlare giudeo-triestino divenne «maraghel». In una poesia dialettale di Scampoletti (pseudonimo di Ugo Pincherle), si legge questo verso: «Se meti contro i nostri a far de maraghel» («si mette contro i nostri a fare da spia»). «Maraghel», italianizzato, è diventato «marachella» e, come abbiamo visto, ha cambiato anche il significato.

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