Se

Se domani becco un astenuto che frigna perché non cambia mai nulla e l’Europa non gli piace, giuro che gli metto le mani addosso.

di Marco Travaglio

Se l’Europa fosse un’elettrice, si ricorderebbe dei suoi genitori, da De Gasperi a Schuman, da Adenauer a Spinelli, che la pensarono ripetendosi “Mai più guerre fra noi” e ripudierebbe gli eredi ignobili dei padri nobili, senza farsi ingannare dai falsi aut-aut destra-sinistra, populisti-riformisti, atlantisti-putiniani, sovranisti-europeisti (finti). Non si asterrebbe, per non darla vinta ai suoi peggiori nemici travestiti da amici. Non disperderebbe il voto in qualche listarella senza speranza. E voterebbe contro chi l’ha ridotta così e per chi vuol riportarla all’idea originaria di comunità che cresce in pace.

Se la Pace fosse un’elettrice, boccerebbe tutti gli attuali governanti a Bruxelles, a Parigi, a Berlino, a Roma ecc. e anche certi finti oppositori che sulle armi votano sempre con loro: quelli che ci apparecchiano un futuro di guerra (mondiale e nucleare), irridono la diplomazia su Gaza come su Kiev, mandano al macello centinaia gli ucraini fingendo di farlo per loro, mentre vogliono solo salvarsi la faccia e il deretano col loro sangue. E premierebbe chi si batte nei fatti per un negoziato fra tutti i protagonisti d’Europa (inclusa la Russia): una nuova Conferenza di Helsinki sulla sicurezza e la cooperazione in Europa come nel 1975, quando 35 Stati (Usa, Urss, Canada e tutti gli europei tranne Albania e Andorra) avviarono la distensione fra Est e Ovest.

Se la Storia fosse un’elettrice, condannerebbe chi la usa non come magistra vitae, ma come scusa per ripetere gli errori e gli orrori del passato, inventando paragoni insensati fra le guerre attuali, tutte risolvibili con negoziati, e il mostro del nazismo che per fortuna non ha mai più avuto eguali.

Se l’Onestà fosse un’elettrice, boccerebbe tutti i partiti che candidano impresentabili in cerca di impunità o prendono soldi da Stati-canaglia, voltagabbana che cambiano i partiti come i calzini e leader che in Ue non ci metteranno piede, ma trattano gli elettori come allodole da uccellare.

Se l’Eguaglianza fosse un’elettrice, voterebbe chi si batte contro l’austerità selettiva per poveri e onesti, contro i condoni ai ladri e per portare o riportare in Italia ciò che in molti Paesi già c’è e nessuno discute: reddito di cittadinanza ai disoccupati, salario minimo ai nuovi schiavi, meno precariato, diritti civili alle minoranze, guerra senza quartiere alla corruzione e all’evasione fiscale.

Se l’Ambiente fosse un elettore, eviterebbe come la peste chi nel 2023 vaneggia ancora di carbone e altri fossili, di nucleare, di inceneritori, o vota per buttare centinaia di miliardi in nuovi armamenti e poi piagnucola perché la transizione verde costa troppo.

Se domani becco un astenuto che frigna perché non cambia mai nulla e l’Europa non gli piace, giuro che gli metto le mani addosso.

Il Fatto Quotidiano, 9 giugno 2024

Torna in alto