Trevor, vite ordinarie travolte dal caso

Dieci sono i racconti di questa raccolta, Gli scapoli delle colline, che con piccoli e bruschi tratti di penna disegnano personaggi ordinari, le cui vite prendono svolte inattese a causa di circostanze prevedibili.
William Trevor Gli scapoli delle colline

IL LIBRO DEL GIORNO

di Livia Manera

Nel 1989 William Trevor dichiarò in un’intervista alla Paris Review che la forza di un racconto risiede in ciò che l’autore omette di dire. Vale la pena di riflettere su questo punto, essendo Trevor uno dei grandi maestri mondiali del racconto. E chi ritenesse che la short story sia la misura della narrativa giovanile, dovrà ricredersi. Perché è difficile immaginare un’arte più raffinata di quella messa a punto da questo ultra settantenne autore, irlandese di nascita e inglese d’adozione, capace di oscillare tra il carattere sanguigno dell’Irlanda contadina e quello formale dell’Inghilterra di provincia. Dieci sono i racconti di questa raccolta, che con piccoli e bruschi tratti di penna disegnano personaggi ordinari, le cui vite prendono svolte inattese a causa di circostanze prevedibili. Come se non fossero gli eventi, le epifanie o i capricci del destino a interessare veramente a Trevor ma, sul loro sfondo, le verità che fanno affiorare, le lacrime trattenute, le cose non dette o dette solo a metà. Così è in «Tre persone», il racconto d’apertura, che con grazia lascia poco a poco intravedere il legame che unisce una donna ormai sfiorita, il suo anziano padre e un imbianchino venuto a dare una mano di pittura al bagno: trentanni prima la donna, Vera, era stata accusata dell’omicidio di sua sorella, una disabile. E Sidney, l’imbianchino che allora lavorava in un cinema, l’aveva scagionata senza nemmeno conoscerla, appoggiando il suo alibi (disse di averla vista in sala). «L’amore è arrivato per pietà reciproca» scrive Trevor. Ma è un amore cristallizzatosi nel non detto, che svanirebbe davanti alla possibilità di essere vissuto pienamente. Anche l’ultimo racconto, «Gli scapoli delle colline», si misura col tema della
sottrazione alla vita e all’ossigeno dell’amore, di Pauli, il minore di tre fratelli che alla morte del padre torna nella fattoria dove è rimasta la madre. E senza che nessuno glielo chieda — ma non sfugge la forza del sottinteso — decide di rimanere a vivere con lei, condannandosi a diventare uno dei tanti «scapoli delle colline». Una scelta che, per contrasto, fa risaltare quanto ossigeno e vitalità ci siano ancora nel realismo di un maestro come Trevor.

WILLIAM TREVOR
Gli scapoli delle colline
Guanda, pagine 187, euro 12,39

Corriere della Sera, 20 Agosto 2002

 

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