Il Meccanismo: come l'”ordine” basato su regole inventate sta scivolando nella barbarie

Pepe Escobar delinea il progressivo declino dell'"ordine" internazionale, descritto come un meccanismo basato su regole arbitrarie che ora sprofonda nella barbarie.

Pepe Escobar delinea il progressivo declino dell'”ordine” internazionale, descritto come un meccanismo basato su regole arbitrarie che ora sprofonda nella barbarie. Attraverso una critica acuta alla NATO, alla politica estera degli Stati Uniti e alla gestione dei conflitti globali, Escobar mette in evidenza come le ambizioni egemoniche dell’Occidente, mascherate da iniziative di sicurezza e difesa, stiano effettivamente alimentando un circolo vizioso di violenza e destabilizzazione. Citando Shelley e riflettendo sul ruolo deleterio del capitalismo avanzato e dell’intelligenza artificiale nella conduzione delle guerre moderne, l’autore invita a una profonda riflessione sulla direzione morale e politica della comunità internazionale, ponendo interrogativi urgenti sulla possibilità di un cambiamento verso un ordine mondiale più equo e pacifico.

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Gli europei non saranno mai in grado di replicare la collaudata macchina per il riciclaggio di denaro dell’Egemonia

di Pepe Escobar

L’orribile ombra di un qualche Potere invisibile
Fluttua, benché invisibile, tra noi, -visitando
Questo mondo vario con un’ala incostante
Come i venti estivi che strisciano da fiore a fiore.-
Come i raggi di luna che dietro qualche montagna pina si riversano,
Visita con sguardo incostante
Ogni cuore umano e ogni volto;
Come i colori e le armonie della sera,-
Come le nuvole nella luce stellare ampiamente diffuse,-
Come il ricordo di musica svanita,-
Come tutto ciò che per la sua grazia può essere
Caro, e ancora più caro per il suo mistero.

—Shelley, Inno alla Bellezza Intellettuale

Mentre la de facto Organizzazione Terroristica dell’Atlantico del Nord celebra il suo 75° anniversario, elevando lo slogan di Lord Ismay a nuove vette (“mantenere gli americani dentro, i russi fuori, e i tedeschi sotto”), quel grosso pezzo di legno norvegese che si atteggia a Segretario Generale ha proposto con allegria l'”iniziativa” di creare un fondo da 100 miliardi di euro per armare l’Ucraina per i prossimi cinque anni.

Traduzione, riguardo al cruciale fronte monetario nello scontro NATO-Russia: parziale uscita dell’Egemonia – già ossessionata dalla Prossima Guerra Eterna, contro la Cina; entrano i variopinti chihuahua europei, tutti profondamente indebitati e per lo più invischiati nella recessione.

Qualche QI sopra la temperatura media di una stanza al quartier generale della NATO a Haren, a Bruxelles, ha avuto l’ardire di chiedersi come trovare una tale fortuna, dato che la NATO ha zero leva per raccogliere denaro tra gli stati membri.

Dopotutto, gli europei non saranno mai in grado di replicare la collaudata macchina per il riciclaggio di denaro dell’Egemonia. Ad esempio, assumendo che il pacchetto da 60 miliardi di dollari proposto dalla Casa Bianca per l’Ucraina venga approvato dal Congresso degli Stati Uniti – e non lo sarà – non meno del 64% del totale non raggiungerà mai Kiev: sarà riciclato all’interno del complesso industriale-militare.

Eppure diventa ancora più distopico: il Legno Norvegese, con lo sguardo robotico, braccia che si agitano, crede davvero che la sua mossa proposta non implichi una presenza militare diretta della NATO in Ucraina – o paese 404; qualcosa che è già un fatto sul campo da un bel po’, a prescindere dalle crisi bellicose di Le Petit Roi a Parigi (Peskov: “Di fatto, le relazioni [Russia-NATO] sono ora calate al livello di scontro diretto.”).

Ora accoppia lo spettacolo Looney Tunes letale lungo il fronte di NATOstan con la performance della portaerei dell’Egemonia in Asia Occidentale, portando costantemente il suo progetto di genocidio/fame su scala industriale a Gaza a vette indescrivibili – l’olocausto meticolosamente documentato osservato in un silenzio contorto dai “leader” del Nord Globale.

La relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese ha riassunto tutto correttamente: l’entità psicopatologica biblica “ha ucciso intenzionalmente i lavoratori del WCK affinché i donatori si ritirassero e i civili a Gaza potessero continuare ad essere affamati in silenzio. Israele sa che i paesi occidentali e la maggior parte dei paesi arabi non muoveranno un dito per i palestinesi.”

La “logica” dietro il deliberato attacco triplo al chiaramente segnato convoglio umanitario di operatori che alleviavano la fame a Gaza era di evirare dalle notizie un episodio ancora più orrendo: il genocidio-dentro-un-genocidio dell’ospedale al-Shifa, responsabile di almeno il 30% di tutti i servizi sanitari a Gaza. Al-Shifa è stato bombardato, incenerito e ha visto l’uccisione a sangue freddo di oltre 400 civili, in diversi casi letteralmente schiacciati dai bulldozer, inclusi medici, pazienti e decine di bambini.

Quasi simultaneamente, la gang psicopatologica biblica ha completamente evirato la convenzione di Vienna – qualcosa che nemmeno i nazisti storici hanno mai fatto – colpendo la missione consolare/l’abitazione dell’ambasciatore iraniano a Damasco.

Questo è stato un attacco missilistico a una missione diplomatica, godente di immunità, sul territorio di un terzo paese, contro il quale la gang non è in guerra. E per di più, uccidendo il generale Mohammad Reza Zahedi, comandante della Forza Quds dell’IRGC in Siria e Libano, il suo vice Mohammad Hadi Hajizadeh, altri cinque ufficiali e un totale di 10 persone.

Traduzione: un atto di terrore, contro due stati sovrani, Siria e Iran. Equivalente al recente attacco terroristico alla Crocus City Hall a Mosca.

La domanda inevitabile risuona in tutti gli angoli delle terre della Maggioranza Globale: come possono questi de facto terroristi continuare a farla franca con tutto questo, ancora e ancora?

I nervi del Totalitarismo Liberale

Quattro anni fa, all’inizio di quello che in seguito ho qualificato come i Ruggenti Anni ’20, stavamo iniziando a osservare la consolidazione di una serie di concetti intrecciati che definiscono un nuovo paradigma. Stavamo diventando familiari con nozioni come circuit breaker; anello di feedback negativo; stato di eccezione; necropolitica; e neofascismo ibrido.

Man mano che il decennio avanza, la nostra situazione potrebbe almeno essere alleggerita da un doppio spiraglio di speranza: la spinta verso la multipolarità, guidata dalla partnership strategica Russia-Cina, con l’Iran che gioca un ruolo chiave, e tutto ciò accoppiato con il crollo totale, in diretta, dell'”ordine internazionale basato sulle regole”.

Eppure affermare che ci sarà una strada lunga e tortuosa davanti è la Madre di tutti gli Eufemismi.

Quindi, per citare Bowie, l’ultimo grande esteta: Where Are We Now? Prendiamo questa analisi molto acuta dell’invitante Fabio Vighi dell’Università di Cardiff e modifichiamola ulteriormente.

Chiunque applichi il pensiero critico al mondo che ci circonda può percepire il collasso del sistema. È un sistema chiuso, facilmente definibile come Totalitarismo Liberale. Cui bono? Lo 0,0001%.

Non c’è nulla di ideologico in questo. Segui il denaro. L’anello di feedback negativo definitorio è in realtà l’anello del debito. Un meccanismo criminalmente antisociale mantenuto in piedi da – cos’altro – una psicopatologia, acuta quanto quella esibita dai genocidi biblici in Asia Occidentale.

Il Meccanismo è rafforzato da una triade.

1. L’élite finanziaria transnazionale, le superstar dello 0,0001%.

2. Subito sotto di essa, il livello politico-istituzionale, dal Congresso degli Stati Uniti alla Commissione Europea (CE) a Bruxelles, così come l’élite compradora “leader” attraverso il Nord e il Sud Globale.

3. La precedente “intellighenzia”, ora essenzialmente mercenari assoldati dai media all’accademia.

Questa iper-mediatizzazione istituzionalizzata della realtà è (corsivo mio), infatti, Il Meccanismo.

È questo meccanismo che ha controllato la fusione della “pandemia” pre-fabbricata – completa di ingegneria sociale hardcore venduta come “lockdown umanitari” – in, ancora una volta, Guerre Eterne, dal Progetto Genocidio a Gaza all’ossessione per la Russophobia/cultura della cancellazione integrata nel Progetto Guerra per Procura in Ucraina.

Questa è l’essenza della Normalità Totalitaria: il Progetto per l’Umanità degli appallottolabili mediocri, autonominatisi élite del Grande Reset dell’Occidente collettivo.

Ucciderli dolcemente con l’IA

Un vettore chiave dell’intero meccanismo è la diretta, viziosa interconnessione tra un’euforia tecno-militare e il settore finanziario iper-inflazionistico, ora affascinato dall’IA.

Entrate, ad esempio, modelli di IA come ‘Lavender’, testati sul campo nel laboratorio del campo di sterminio di Gaza. Letteralmente: intelligenza artificiale che programma lo sterminio degli umani. Ed è in corso, in tempo reale. Chiamatelo Progetto Genocidio IA.

Un altro vettore, già sperimentato, è incorporato nell’affermazione indiretta della tossica Medusa della CE Ursula von der Lugen: essenzialmente, la necessità di produrre armi come vaccini Covid.

Questo è al centro di un piano per utilizzare i finanziamenti dell’UE dai contribuenti europei per “aumentare il finanziamento” di “contratti congiunti per le armi”. Questo è un discendente della spinta di von der Lugen per implementare i vaccini Covid – una gigantesca truffa legata a Pfizer per la quale sta per essere indagata e presumibilmente esposta dall’Ufficio del Pubblico Ministero dell’UE. Con le sue stesse parole, affrontando la proposta truffa delle armi: “Abbiamo fatto questo per i vaccini e il gas.”

Chiamatelo Arma di Ingegneria Sociale 2.0.

Tra tutte le azioni in questa vasta palude di corruzione, l’agenda dell’Egemonia rimane piuttosto evidente: mantenere il suo predominio – in calo – prevalentemente talassocratico, militare, a qualunque costo, come base per il suo predominio finanziario; proteggere il dollaro statunitense; e proteggere quei debiti inimmaginabili, impagabili in dollari statunitensi.

E ciò ci porta al tetro modello economico del turbo-capitalismo, come venduto dai mercenari dei media dell’Occidente collettivo: l’anello del debito, denaro virtuale, preso in prestito senza sosta per affrontare Putin “autocrate” e “l’aggressione russa”. Questo è un sottoprodotto chiave dell’analisi penetrante di Michael Hudson sulla sindrome FIRE (Finanza-Assicurazioni-Immobiliare).

Ouroboros interviene: il serpente si morde la propria coda. Ora la follia intrinseca del Meccanismo sta inevitabilmente portando il capitalismo da casinò a ricorrere alla barbarie. Barbarie pura – del tipo Crocus City Hall e del Progetto Genocidio a Gaza.

Ed è così che Il Meccanismo genera istituzioni – da Washington a Bruxelles a hub attraverso il Nord Globale fino a Tel Aviv genocida – ridotte allo stato di assassini psicotici, alla mercé della Grande Finanza/FIRE (oh, che favolose opportunità immobiliari sul lungomare disponibili nella “vuota” Gaza.)

Come possiamo possibilmente sfuggire a tale follia? Avremo la volontà e la disciplina di seguire la visione di Shelley e, in “questa vasta valle oscura di lacrime”, evocare lo spirito trascendente della Bellezza – e dell’armonia, dell’equanimità e della giustizia?

Strategic Culture Foundation, 5 aprile 2024

L’AUTORE

Pepe Escobar è un analista geopolitico indipendente, scrittore e giornalista. Conosciuto per le sue analisi acute e spesso controcorrente, Escobar esplora i complessi intrecci della politica globale, mettendo in luce le dinamiche sottostanti che plasmano i conflitti e le alleanze internazionali. Attraverso i suoi scritti, cerca di svelare le strategie degli attori statali e non statali, ponendo particolare enfasi sulle implicazioni delle politiche egemoniche degli Stati Uniti e sulle risposte di altre potenze globali come la Russia, la Cina e l’Iran. La sua opera offre spunti preziosi per comprendere le sfide e le opportunità che caratterizzano l’attuale panorama geopolitico internazionale.

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