Zeitgeist: Moving Forward [Trascrizione italiana]

Zeitgeist: Moving Forward è un film documentario del 2011 diretto, prodotto e distribuito da Peter Joseph. È il terzo capitolo di Zeitgeist: The Movie e segue cronologicamente a Zeitgeist: Addendum. L'opera identifica alcuni problemi della società, e propone un modo per vivere in equilibrio con l'ambiente, senza inquinare né distruggere le risorse naturali.

Zeitgeist: Moving Forward è un web film non profit del 2011 diretto, prodotto e distribuito da Peter Joseph. È il terzo capitolo di Zeitgeist: The Movie e segue cronologicamente a Zeitgeist: Addendum. L’opera identifica alcuni problemi della società, e propone un modo per vivere in equilibrio con l’ambiente, senza inquinare né distruggere le risorse naturali. Nel film vengono intervistati esperti in tutti i settori, come Dr. John McMurtry, filosofo della University of Guelph in Ontario, Dr. James Gilligan, Clinical Professor of Psychiatry alla School of Medicine di New York, Richard Wilkinson, Professor Emeritus della University of Nottingham. Il film è diviso in quattro parti, ognuna delle quali è composta da interviste ad esperti, narrazioni e sequenze animate.

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In una società  in decadenza, l’arte, se veritiera, deve riflettere la decadenza. E a meno che non voglia tradire la propria funzione sociale, l’arte deve mostrare un mondo in grado di cambiare, ed aiutare a cambiarlo.
—Ernst Fisher

…feroci sommosse causate dal piano governativo per evitare l’insolvenza sui suoi prestiti… …è che la disoccupazione continua a crescere e deve continuare a crescere perché abbiamo disponibilità  di beni in eccesso… …questi sono tutti soldi prestati… …e quel debito è detenuto da banche in altri paesi… …S-O-L-D-I, in forma di conveniente prestito personale… …sigaretta con filtro che rilascia un sapore… …45 al malto… Siete sexy?!… ..gli USA stanno pensando di bombardare l’Iran?… …l’America sta finanziando attacchi terroristici in Iran… …

Mia nonna era una persona meravigliosa; mi insegnò a giocare a Monopoli. Aveva capito che il punto del gioco è comprare. Accumulava tutto quello che poteva e alla fine diventava la padrona del tabellone. E poi mi diceva sempre la stessa cosa. Mi guardava e diceva: “Un giorno imparerai a giocare”. Un’estate giocai a Monopoli quasi ogni giorno, per tutto il giorno; e quell’estate imparai a giocare. Arrivai a capire che l’unico modo per vincere è dedicarsi esclusivamente all’acquisizione. Arrivai a capire che soldi e possedimenti sono il modo di fare punti. Alla fine di quell’estate ero diventato ancor più spietato di mia nonna. Ero pronto a barare pur di vincere e quell’autunno mi sedetti a giocare con lei. Le presi tutto ciò che aveva. La guardai cedere il suo ultimo dollaro e lasciare il gioco, sconfitta.

E aveva un’altra cosa da insegnarmi. Disse: “Ora tutto torna nella scatola”. Tutte quelle case ed hotel. Tutte le ferrovie e le società  di servizi… Tutte quelle proprietà  e tutto quel magnifico denaro… Ora torna tutto nella scatola. Niente di tutto ciò era realmente tuo. Ti eri agitato tutto, per un attimo, ma era qui molto tempo prima che tu giocassi, e sarà  qui dopo che te ne andrai. I giocatori vanno e vengono. Case e automobili, titoli e vestiti, persino il tuo corpo. Il fatto è che tutto ciò che afferro, consumo ed accumulo tornerà  nella scatola e perderò tutto. Quindi ti devi chiedere, una volta che finalmente ottieni l’ennesima promozione, una volta fatto l’ennesimo acquisto, una volta comprata l’ennesima casa, una volta raggiunta la sicurezza finanziaria e scalata la cima del successo fino al punto più alto che puoi raggiungere… e l’ebbrezza scompare – e scomparirà  – E poi? Per quanto dovrai percorrere questa strada prima di vedere dove porta? Sicuramente capisci che non sarà  mai abbastanza. Quindi devi porti la domanda: “Cos’è davvero importante?”

[Sono focose!]
[Sono ricche!]
[E sono viziate!]
[Lo show americano n° 1 è tornato!]

[Gentle Machine Productions presenta]

[Un Film di Peter Joseph]

[Jacque Fresco] Quando ero giovane, a New York, dove sono cresciuto, mi rifiutai di giurare fedeltà alla bandiera. Ovviamente fui mandato dal preside. Mi chiese “Perché non vuoi giurare fedeltà ? Tutti lo fanno!” Io dissi: “Un tempo tutti credevano che la terra fosse piatta, ma non per questo era così”. Gli spiegai che l’America deve tutto ciò che ha ad altre culture, ad altre nazioni, e che piuttosto avrei prestato giuramento alla terra e a tutti coloro che la popolano. Inutile dire che non passò molto tempo e lasciai definitivamente la scuola e allestii un laboratorio nella mia camera da letto. Lì iniziai a conoscere la scienza e la natura. Capii allora che l’universo è governato da leggi e che l’uomo e la società  stessa non sono esenti da queste leggi. Poi venne la crisi del 1929 che diede inizio a quella che oggi chiamiamo “La Grande Depressione”. Trovavo difficile capire come milioni di persone fossero senza lavoro, senza casa, ridotti alla fame, mentre tutte le fabbriche erano ancora là . Le risorse erano immutate. Fu allora che realizzai che le regole del gioco economico erano intrinsecamente infondate. Poco dopo scoppiò la seconda guerra mondiale e le varie nazioni, a turno, si distruggevano sistematicamente a vicenda. In seguito calcolai che tutta la distruzione e le risorse sprecate, a causa di quella guerra, avrebbero facilmente potuto soddisfare ogni bisogno umano sul pianeta. àˆ da allora che guardo l’umanità preparare la propria estinzione. Ho visto come le preziose e limitate risorse, sono continuamente sprecate e distrutte in nome del profitto e dei liberi mercati. Ho visto i valori sociali ridursi alla bassa artificialità  del materialismo e del consumismo sconsiderato. Ho visto come le potenze monetarie controllano la struttura politica di società  apparentemente “libere”. Ho 94 anni adesso e temo che la mia indole sia la stessa di 75 anni fa. Questo schifo deve finire.

ZEITGEIST

ZEITGEIST: MOVING FORWARD

“Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini attenti e consapevoli non possa cambiare il mondo. In realtà  sono sempre e solo stati loro a cambiarlo.”
—Margaret Mead

I: La Natura Umana

[Dr. Robert Sapolsky, Professor of Neurological Sciences, Stanford University] Così sei uno scienziato, e col tempo si è ficcato nella tua testa l’inevitabile “natura contro cultura” che è più o meno come Coca Cola contro Pepsi o Greci contro Troiani. “Natura contro cultura” è tutt’oggi una visione troppo semplificata di ciò che realmente ci influenza. Dalle influenze su come una cellula gestisce una crisi energetica fino a cosa ci rende ciò che siamo, ai livelli più individuali della personalità . E quel che trovi è questa falsa dicotomia costruita su una natura “deterministica”, alla base di ogni causalità . La vita è DNA, il codice dei codici e il Santo Graal… e tutto è guidato da questo. Dall’altro lato c’è una prospettiva più legata alle scienze sociali in cui noi siamo “organismi sociali” e la biologia è per muffe e funghi. Come se gli uomini fossero estranei alla biologia. Ovviamente entrambe le visioni sono prive di senso. Quello che invece si vede è che è quasi impossibile capire come funzioni la biologia fuori dal contesto ambientale.

È genetico

[Dr. Robert Sapolsky] Un’idea molto fuorviante, tuttavia diffusa e potenzialmente pericolosa, recita: “Quel comportamento è genetico”. Beh, cosa vuol dire? Un sacco di sottigliezze, se ci si intende di biologia moderna, ma per la maggior parte della gente finisce per significare una visione deterministica della vita ben radicata nella biologia e nella genetica; geni = cose che non si possono cambiare; geni = cose che sono inevitabili ed è inutile che si sprechino risorse cercando di sistemarle; potremmo anche non investire le energie della società per migliorare, tanto è inevitabile e immutabile… e questo è pura follia.

Malattie

[Dr. Gabor Maté, Physician, Author Portland Society] Comunemente si crede che alcuni disturbi, come quelli dell’attenzione, siano determinati geneticamente. Che disturbi come la schizofrenia siano determinate geneticamente. In realtà  è il contrario. Niente è programmato geneticamente. Ci sono malattie molto rare: una manciata di casi estremamente sparsi per la popolazione, che sono veramente determinate geneticamente. Gran parte delle patologie complesse potrebbero avere una predisposizione genetica ma “predisposizione” non significa “predeterminazione”. L’intera ricerca dell’origine delle malattie nel genoma era destinata a fallire prima ancora che ci pensassero perché gran parte delle malattie non sono geneticamente predeterminate. Disturbi cardiaci, cancro, ictus, reumatismi, malattie autoimmuni in generale, salute mentale, dipendenze… nessuna di queste è determinata geneticamente. Il cancro al seno ad esempio: su 100 donne con il cancro soltanto sette saranno portatrici dei geni del cancro al seno. 93 non lo sono e su 100 donne che hanno questi geni non tutte si ammaleranno di cancro.

Comportamento

[Richard Wilkinson, Professor Emeritus of Social Epidemiology, University of Nottingham] I geni non sono solo entità  che ci fanno comportare in un determinato modo a prescindere dall’ambiente. I geni ci danno differenti modi di reagire al nostro ambiente. Pare infatti che alcune influenze nella prima infanzia e il tipo di educazione incidano sull’espressione genetica accendendo o spegnendo letteralmente determinati geni portandoci su un determinato percorso evolutivo adatto al genere di mondo con cui si ha a che fare.

[Dr. Gabor Maté] Per esempio, uno studio fatto a Montreal su vittime di suicidio analizzò attraverso autopsia il cervello di questi soggetti e ciò che ne uscì fu che se una vittima suicida – di solito giovani adulti – aveva subito abusi da bambino, gli abusi causavano effettivamente una modificazione genetica nel cervello che era invece assente nei cervelli delle persone non abusate. Questo è un effetto epigenetico. “Epi” significa “al di sopra”, così che l’influenza epigenetica è ciò che accade a livello ambientale e che attiva o disattiva certi geni.

[Dr. James Gilligan, Former Director: Center for the Study of Violence, Harvard Medical School] In Nuova Zelanda fu eseguito uno studio in una città  chiamata Dunedin, in cui alcune migliaia di individui vennero osservati dalla nascita fin’oltre i 20 anni. Quel che scoprirono fu di poter identificare una mutazione genetica, un gene anormale, che aveva una qualche relazione con la predisposizione a commettere atti violenti, ma solo se l’individuo era stato anche soggetto a gravi maltrattamenti da bambino. In altre parole, i bambini con questo gene anormale non sono più facili alla violenza di chiunque altro, e infatti avevano una minor tendenza alla violenza rispetto alle persone con geni normali, a condizione di non essere stati maltrattati da piccoli.

[Dr. Robert Sapolsky] Un’ulteriore dimostrazione di come non sia un “tutto o niente”. Con una sofisticata tecnica si può rimuovere uno specifico gene da un topo e quel topo e i suoi discendenti non avranno quel gene. Quel gene è stato “tirato via”. Esiste un gene che codifica una proteina che ha qualcosa a che fare con apprendimento e memoria; con questa favolosa dimostrazione si “tira via” questo gene. e si ha un topo che non impara bene. “Oh! L’intelligenza ha una base genetica!”. Ciò che fu molto meno compreso di questo studio che fu diffuso dai media a destra e a manca, fu che, poste queste cavie geneticamente svantaggiate in un ambiente più ricco e stimolante della normale gabbia per topi da laboratorio, queste superavano completamente il loro deficit. Quindi, quando al giorno d’oggi si dice “Oh, questo comportamento è genetico”, per quel che può essere una frase sensata da dire, quello che significa è: c’è un contributo genetico a come questo organismo reagisce all’ambiente; i geni possono influenzare la prontezza con cui un organismo reagisce a certi stimoli ambientali. Questa non è la versione che la maggior parte delle persone ha in mente, e, non voglio essere categorico, ma è simile alla vecchia versione di: “è genetico!” che non è lontana dalla storia dell’eugenetica e altre cose del genere. È un’idea popolare sbagliata e, potenzialmente, piuttosto pericolosa.

[Dr. James Gilligan] Un motivo per cui la spiegazione biologica della violenza… un motivo per cui quell’ipotesi è potenzialmente dannosa, non solo fuorviante, perché può realmente nuocere… è perché se ci credi puoi tranquillamente dire: “Beh, non possiamo fare niente per cambiare la predisposizione che le persone hanno a diventare violente; tutto quello che possiamo fare è punirle, rinchiuderle o giustiziarle, ma non dobbiamo preoccupaci di cambiare l’ambiente sociale o le precondizioni che possono portare la gente alla violenza perché è irrilevante”.

La scusa della genetica ci concede il lusso di ignorare fattori storici e sociali, passati e presenti e, nelle parole di Louis Menand che scrisse nel New Yorker molto astutamente: “È tutto nei geni… una spiegazione di come vanno le cose che non minaccia il modo in cui stanno. Perché qualcuno dovrebbe sentirsi infelice o darsi a comportamenti antisociali quando quella persona vive nella più libera e prosperosa nazione sulla terra? Non può essere il sistema. Dev’esserci un problema nell’ingranaggio, da qualche parte.” Ecco un buon modo di dirlo. Quindi la tesi genetica è semplicemente un pretesto che ci permette di ignorare i fattori sociali, economici e politici che, di fatto, sono alla base di molti comportamenti problematici.

Caso di studio: Dipendenza

[Dr. Gabor Maté] Le dipendenze, di solito, sono pensate come problemi relativi alla droga, ma guardandole in modo più ampio, definirei la dipendenza come qualunque comportamento che sia associato a un bisogno disperato, a un sollievo temporaneo e a conseguenze negative a lungo termine, insieme a un’incapacità  di controllarlo, cosicché la persona desidera smettere o promette di smettere, ma non lo può fare e quando lo capisci, vedi che ci sono molte più dipendenze di quelle legate soltanto alle droghe. C’è la dipendenza da lavoro, da shopping, da internet, da videogiochi… c’è la dipendenza da potere: gente che ha potere e ne vuole sempre di più, per loro non è mai abbastanza. Acquistare: grandi aziende che devono possedere sempre di più. La dipendenza dal petrolio o almeno dalla ricchezza e dai prodotti resi disponibili dal petrolio. Guarda le conseguenze negative sull’ambiente. Stiamo distruggendo il pianeta in cui abitiamo in nome di questa dipendenza. Allora queste dipendenze sono molto più devastanti nelle loro conseguenze sociali della dipendenza da cocaina o eroina dei miei pazienti. E tuttavia le premiamo e consideriamo rispettabili. Il dirigente dell’industria di tabacco che mostra un aumento dei profitti riceverà  un compenso molto più alto. Non affronterà  alcuna conseguenza legale o di altro tipo. Infatti è un membro rispettabile del consiglio di parecchie altre imprese. Ma le malattie legate al fumo uccidono 5 milioni e mezzo di persone nel mondo, ogni anno. 400 mila solo negli Stati Uniti, ogni anno. E da cosa sono dipendenti queste persone? Dal profitto. Ne sono dipendenti a un livello tale che di fatto negano gli impatti delle loro attività , che è tipico delle persone con dipendenza: la negazione. Ed quella è una dipendenza rispettabile. È rispettabile essere dipendenti dal profitto, a qualsiasi costo. Quindi cosa sia accettabile e cosa sia rispettabile è un fenomeno altamente arbitrario nella nostra società e pare che la dipendenza, sia tanto più accettabile quanto più è dannosa.

La Leggenda

[Dr. Gabor Maté] C’è una leggenda secondo cui le droghe creano dipendenza di per sé. Di fatto la guerra alla droga è basata sull’idea che bloccando la fonte della droga si possa risolvere la tossicodipendenza. Se consideriamo la dipendenza in senso più generale capiamo che nulla di per sé crea dipendenza. Nessuna sostanza, nessuna droga di per sé crea dipendenza e nessun comportamento di per sé crea dipendenza. Molte persone possono fare shopping senza diventarne dipendenti. Non tutti diventano dipendenti dal cibo. Non tutti diventano alcolizzati bevendo un bicchiere di vino. Quindi il vero problema è cosa renda le persone predisposte, perché è la combinazione di un individuo predisposto e una sostanza o comportamento potenzialmente assuefacenti che porta al completo sviluppo di una dipendenza. In breve, non è la droga a creare dipendenza, ma è una questione di predisposizione dell’individuo a diventare dipendente da una certa sostanza o comportamento.

Ambiente

[Dr. Gabor Maté] Se vogliamo davvero capire cosa rende alcune persone predisposte, dobbiamo guardare alle loro esperienza di vita. La vecchia idea, sebbene ampiamente sostenuta, che la dipendenza abbia una causa genetica è scientificamente insostenibile. La causa è che certe esperienze di vita rendono le persone predisposte. Esperienze che non solo modellano la personalità e le necessità  psicologiche degli individui, ma anche il loro stesso cervello, in certi modi. E questo processo comincia nell’utero.

Periodo prenatale

[Dr. Gabor Maté] Si è mostrato, per esempio, che stressando le madri durante la gravidanza i loro figli hanno maggiore probabilità  di avere tratti che li predispongono alla dipendenza e questo perché lo sviluppo è modellato dall’ambiente psicologico e sociale. Così la biologia dell’uomo è molto influenzata e programmata dalle esperienze di vita che cominciano nell’utero.

[Dr. Robert Sapolsky] L’ambiente non inizia dalla nascita. L’ambiente inizia non appena si ha un ambiente. Da quando si è un feto, si è soggetti a qualunque informazione che giunge con la circolazione materna: ormoni, sostanze nutritive… Una pietra miliare al riguardo è quello che chiamano “hongerwinter” olandese. Nel 1944 i Nazisti occupano l’Olanda. Per varie ragioni decidono di prendere tutto il cibo e dirottarlo in Germania. Là  per tre mesi patiscono la fame, decine di migliaia di persone muoiono di fame. L’effetto “hongerwinter olandese” significa: se durante la carestia sei stato un feto al secondo o terzo trimestre il tuo corpo ha “imparato” qualcosa di unico in quel periodo. Infatti è durante il secondo e terzo trimestre che il corpo cerca di capire l’ambiente: quanto sarà  ostile là  fuori? Quanto ricco? Quanti nutrienti sto ricevendo dalla circolazione di mia madre? Essere un feto che ha sofferto la fame in quel periodo programma per sempre il corpo ad essere molto avido di zuccheri e grassi che tenderà  a conservarne ogni molecola. Essere un feto durante la carestia olandese e anche mezzo secolo dopo, a parità  del resto, significa probabilmente soffrire di pressione alta, obesità  o disfunzione metabolica. Queste sono conseguenze dell’ambiente inaspettate.

[Dr. Gabor Maté] Puoi stressare gli animali da laboratorio durante la gravidanza e la loro prole sarà  molto più predisposta all’uso di cocaina e alcool in età  adulta. Puoi stressare donne in gravidanza… ad esempio in uno studio inglese, le donne che hanno subito abusi in gravidanza mostrano livelli più alti di ormone dello stress, il cortisolo, nella placenta al concepimento e i loro figli saranno probabilmente più predisposti alle dipendenze dall’età  di 7 o 8 anni. Quindi lo stress in utero già  apre la via a ogni tipo di problema di salute mentale. Uno studio israeliano fatto su bambini nati da madri che erano incinte prima dell’inizio della guerra del 1967…. Queste donne, ovviamente, erano molto stressate e i loro figli avevano una più alta incidenza di schizofrenia rispetto al normale. Quindi ci sono parecchie prove che gli effetti prenatali abbiano un enorme impatto sullo sviluppo dell’essere umano.

Periodo neonatale

[Dr. Gabor Maté] Il punto dello sviluppo umano e specialmente dello sviluppo del cervello è che avviene sotto l’influenza dell’ambiente e dopo la nascita. Se ci confrontiamo col cavallo che può correre dal primo giorno di vita vediamo che siamo molto sottosviluppati. Non abbiamo tutta quella coordinazione neurologica, equilibrio, forza muscolare, acutezza visiva prima di un anno e mezzo, due. Questo perché lo sviluppo cerebrale di un cavallo avviene nella sicurezza del grembo materno, mentre nell’uomo, deve avvenire dopo la nascita per via di semplice logica evolutiva: la testa cresce e ciò ci rende esseri umani. – la crescita del prosencefalo è ciò che denota la specie umana, di fatto – Allo stesso tempo, camminiamo su due gambe, così il bacino si restringe per permettercelo. Così abbiamo un bacino più stretto ed una testa più grande… Bingo! Dobbiamo nascere prematuramente e ciò significa che lo sviluppo celebrale che per altri animali avviene nell’utero, per noi, avviene dopo la nascita e per gran parte sotto l’impatto dell’ambiente. Il concetto di “darwinismo neurale” significa che i circuiti che ricevono lo stimolo appropriato dall’ambiente si svilupperanno in modo ottimale, mentre gli altri si svilupperanno in modo non ottimale o per nulla. Se si prende un bambino con occhi perfetti alla nascita e lo si mette in una stanza buia per cinque anni rimarrà  cieco per il resto della sua vita, perché i circuiti visivi richiedono onde luminose per svilupparsi senza le quali anche il rudimentale circuito presente e attivo alla nascita si atrofizzerà  e morirà  e non se ne svilupperanno di nuovi.

Memoria

[Dr. Gabor Maté] C’è un modo significativo con cui le esperienze dell’infanzia plasmano il comportamento dell’adulto e anche le primissime esperienze delle quali non c’è ricordo. Si è scoperto che esistono due tipi di memoria: c’è la memoria esplicita, che è il ricordo cioè quando si possono richiamare alla memoria fatti, dettagli, episodi, circostanze. Ma la struttura nel cervello chiamata ippocampo, che codifica la memoria dei ricordi, non comincia a svilupparsi pienamente prima di un anno e mezzo e non sarà  del tutto sviluppata fino a molto più avanti. Ecco perché quasi nessuno ha ricordi di prima dei 18 mesi. Ma c’è un altro tipo di memoria, che viene chiamata “memoria implicita”, che è in realtà  una memoria emotiva dove impatto emotivo e interpretazione che il bambino fa di quelle esperienze emotive, sono integrati nel cervello nella forma di circuiti nervosi pronti a sollecitarsi, senza un ricordo specifico.

Per dare un chiaro esempio le persone che sono state adottate hanno molto spesso un senso di rifiuto per tutta la vita. Non possono ricordare l’adozione. Non possono ricordare la separazione dalla madre biologica perché non c’è niente che li faccia ricordare. Ma la memoria emotiva della separazione e del rifiuto è profondamente radicata nei loro cervelli. Per cui è molto più probabile che provino una sensazione di rifiuto e un grande turbamento emotivo quando sentono di essere rifiutati dagli altri. Non è prerogativa di tutte le persone che sono state adottate, ma è particolarmente forte in loro per via di questa funzione della memoria implicita. Le persone con dipendenze, data tutta la ricerca e per mia esperienza… I tossicodipendenti più gravi hanno tutti subito abusi da bambini o gravi perdite emotive. Le loro memorie emotive o implicite sono quelle di un mondo che non è sicuro e non dà  aiuto; educatori di cui non ci si può fidare e rapporti interpersonali che non sono così sicuri da mostrarsi vulnerabili e dunque le loro risposte tendono a mantenerli separati da relazioni davvero intime; a non fidarsi di educatori, dottori e altri che offrono aiuto e a vedere il mondo come un posto pericoloso… e questa è strettamente una funzione della memoria implicita che a volte riguarda episodi che non ricordano nemmeno.

Contatto

[Dr. Gabor Maté] Bambini nati prematuri stanno molto in incubatrici e in vari aggeggi e macchinari per settimane, a volte mesi… sappiamo ora che se questi bambini vengono toccati e accarezzati sulla schiena per soli 10 minuti al giorno, ciò ne promuove lo sviluppo celebrale. Dunque, il contatto umano è essenziale per lo sviluppo e, infatti, i neonati mai presi in braccio finiscono per morire. Questo mostra quanto sia fondamentale il bisogno di contatto negli esseri umani. Nella nostra società , c’è una spiacevole tendenza di dire ai genitori di non prendere in braccio i loro figli, di non prenderli in braccio quando piangono per non viziarli o per abituarli a dormire una notte filata, non si prendono in braccio… il che è proprio l’opposto di quel che il bimbo necessita e questi bimbi alla fine tornano a dormire, perché si arrendono e i loro cervelli si chiudono, come per difendersi dalla vulnerabilità d’essere veramente abbandonati dai genitori e le loro memorie implicite saranno di un mondo che se ne frega di loro.

Infanzia

[Richard Wilkinson] Molte di queste differenze si strutturano molto presto nella vita. In qualche modo, l’esperienza d’avversità  nei genitori – quanto è dura o facile la vita – è passata ai figli sia attraverso la depressione materna che attraverso genitori dal carattere brusco nei confronti dei bambini, perché magari hanno avuto una giornata storta o solo perché sono troppo stanchi la sera, e questi fattori hanno effetti molto potenti nel programmare lo sviluppo dei bambini, di cui oggi sappiamo parecchio. Ma tale sensibilità  precoce non è mica un errore dell’evoluzione. Esiste anche in molte altre specie. Anche nei germogli c’è un processo di adattamento precoce al tipo di ambiente in cui la pianta dovrà  crescere, ma negli umani, l’adattamento è alla qualità  delle relazioni sociali. Così, all’inizio della vita: quanta cura, quanto conflitto, quanta attenzione ricevi sono un assaggio del mondo in cui potrai trovarti a crescere. Stai crescendo in un mondo dove devi combattere per avere ciò che ti serve? dove devi guardarti le spalle, badare a te stesso, imparare a non fidarti? Oppure stai crescendo in una società  dove fai affidamento su reciprocità  e cooperazione, dove l’empatia è importante e dove la tua sicurezza può dipendere da buone relazioni con gli altri? Questo richiede un diverso sviluppo emozionale e cognitivo ed è il motivo della sensibilità  precoce mentre l’attività  genitoriale è, inconsciamente, un sistema per tramandare tale esperienza ai bambini e riguarda al tipo di mondo in cui vivono.

[Dr. Gabor Maté] Il grande psichiatra infantile britannico, D. W. Winnicott disse che fondamentalmente due cose possono andare storte nell’infanzia. Una è quando succedono cose che non dovrebbero succedere, l’altra è quando cose che dovrebbero succedere, non lo fanno. Nella prima categoria, ci sono le drammatiche esperienze di maltrattamento e di abbandono di miei pazienti giù a Eastside e quelle di molti tossicodipendenti. Questo è quello che non dovrebbe accadere, ma accade. Poi c’è quell’attenzione dei genitori, in sintonia, senza stress o distrazione, che serve ad ogni bambino, ma che molto spesso i figli non ricevono. Non sono maltrattati. Non vengono trascurati, né traumatizzati, ma ciò che dovrebbe esserci, ovvero la presenza emotiva di un genitore amorevole, non è loro disponibile per via dello stress nella nostra società  e nell’ambiente familiare. Lo psicologo Allan Surer lo definisce “abbandono prossimale”: quando il genitore è presente fisicamente ma emotivamente assente.

[Dr. James Gilligan] Ho passato pressapoco gli ultimi 40 anni della mia vita lavorando tra le persone più violente che la nostra società  produce: assassini, stupratori e così via, nel tentativo di capire cosa causa questa violenza. Ho scoperto che i più violenti tra i criminali nelle nostre prigioni sono stati loro stessi le vittime di un grado di maltrattamento infantile oltre ogni misura di quanto mai definirei “maltrattamento”. Non avevo idea della gravità della depravazione a cui i bambini nella nostra società sono troppo spesso soggetti. Le persone più violente che ho visto erano a loro volta i sopravvissuti di tentati omicidi, spesso per mano degli stessi genitori o di altre persone nella loro sfera sociale o erano sopravvissuti a familiari uccisi da altre persone – i loro familiari più cari.

[Dr. Gabor Maté] Buddha sosteneva che tutto dipende da tutto il resto. Lui diceva: “l’uno contiene i molti e i molti contengono l’uno” e che nulla si può comprendere in isolamento dal suo ambiente. La foglia contiene il sole, il cielo e la terra, ovviamente. Questo è stato dimostrato essere vero, naturalmente, in generale e in particolare quando si tratta di sviluppo umano. Il moderno termine scientifico per questo è “natura bio-psico-sociale dello sviluppo umano”, che ci dice come la biologia degli esseri umani dipenda molto dall’interazione con l’ambiente sociale e psicologico. In particolare, lo psichiatra e ricercatore Daniel Siegel della Università della California a Los Angeles ha coniato l’espressione: “neurobiologia interpersonale”, e questa si riferisce al fatto che il modo in cui il nostro sistema nervoso funziona dipende moltissimo dalle nostre relazioni personali, in primo luogo con i genitori e in secondo luogo con le altre importanti figure affettive della vita e in terzo luogo, con la nostra intera cultura. Cosicché non si può separare il funzionamento neurologico di un essere umano dall’ambiente nel quale è cresciuto e nel quale continuano ad esistere e questo vale per tutto il ciclo vitale. Vale in particolare quando si è bisognosi e indifesi durante lo sviluppo del cervello, ma anche per gli adulti e pure per gli anziani.

Cultura

[Richard Wilkinson] Gli esseri umani hanno vissuto in quasi ogni tipo di società , dalle più egualitarie… Le società  di cacciatori e raccoglitori sembrano esser state molto egualitarie: erano basate sulla condivisione del cibo, lo scambio di doni.

[Dr. Robert Sapolsky] Piccoli gruppi di persone che vivevano principalmente di verdure selvatiche e un po’ di caccia, prevalentemente tra persone che conoscevano da tutta la vita, o magari circondati da cugini di terzo grado o più stretti; è un mondo in cui c’è una gran dose di “fluidità ” tra gruppi diversi, un mondo in cui non c’è un granché in termini di cultura materiale. È così che gli umani han trascorso gran parte della loro storia di ominidi e ovviamente ciò porta ad un mondo molto diverso. Uno dei risultati di tutto ciò è molta meno violenza. La violenza organizzata di gruppo non era qualcosa che si verificava a quel momento della storia umana e questo è del tutto chiaro. Allora dove abbiamo sbagliato?

[Dr. James Gilligan] La violenza non è universale. Non è distribuita simmetricamente per tutta l’umanità. C’è un’enorme variazione nella quantità  di violenza nelle diverse società . In alcune società  praticamente non esiste la violenza. Ce ne sono altre che si autodistruggono. Alcuni gruppi religiosi anabattisti sono dei pacifisti assoluti come gli amish, i mennoniti, gli hutteriti… Tra uno di questi gruppi, gli hutteriti, non esistono casi documentati di omicidio. Durante le nostre maggiori guerre, come la Seconda Guerra Mondiale, quando la gente veniva arruolata loro rifiutavano di far parte dell’esercito. Andavano in prigione piuttosto che far parte dell’esercito. Nei Kibbutz di Israele il livello di violenza è così basso che i tribunali israeliani spesso mandano i violenti, gente che ha commesso dei crimini, a vivere nei Kibbutz per imparare a vivere una vita non violenta. Perché là  è così che vive la gente.

[Dr. Robert Sapolsky] Quindi siamo ampiamente modellati dalla società . Le nostre società , nel senso più ampio del termine includono influenze teologiche, metafisiche, linguistiche, ecc… le nostre società  aiutano a farci pensare o meno che la vita sia questione di peccato o questione di bellezza, se nell’aldilà  pagheremo il prezzo per come abbiamo vissuto, oppure se ciò è irrilevante. In senso lato, grandi società  diverse potrebbero essere definite come individualiste o collettiviste quindi persone molto diverse, mentalità  diverse e, credo, cervelli diversi derivano da questo. Noi, in America, siamo una tra le società  più individualiste, con il capitalismo come sistema che ti permette di andare sempre più su in una potenziale piramide, a patto che ciò avvenga con sempre meno reti di protezione. Per definizione, tanto più stratificata è una società meno persone si hanno come pari, meno persone con le quali avere rapporti simmetrici e reciproci. Si hanno invece solo punti di differenza e gerarchie senza fine. Un mondo nel quale si hanno poche affinità  reciproche è un mondo con molto meno altruismo.

La natura umana

[Dr. Robert Sapolsky] Questo ci porta a un frangente totalmente impossibile che è cercare di capire dal punto di vista scientifico quale sia la “natura” della natura umana. Si sa, a un certo livello la “natura” della nostra natura è il non essere particolarmente vincolati dalla nostra natura. Cresciamo con più variabilità  sociale di ogni altra specie là  fuori. Più sistemi di credenze, stili di strutture familiari e modi di crescere i figli. La tendenza alla varietà  che abbiamo è straordinaria.

[Dr. Gabor Maté] In una società  che si basa sulla concorrenza e in realtà , molto spesso, sullo sfruttamento spietato di un essere umano da parte di un altro, il trarre profitto dai problemi altrui e molto spesso la creazione di problemi per ricavarne profitto… l’ideologia dominante spesso giustificherà  un tale comportamento appellandosi ad una qualche inalterabile e basilare natura umana. Così nella nostra società  c’è il mito che le persone sono competitive per natura e che sono individualiste e che sono egoiste. La realtà  dei fatti è l’esatto contrario. Abbiamo specifici bisogni umani. L’unico modo in cui si può parlare concretamente della natura umana è riconoscendo che vi sono alcuni bisogni umani. Abbiamo un bisogno umano di compagnia e di contatto intimo, di essere amati, di affezionarci, di essere accettati, di esser visti e accettati per ciò che siamo. Se queste esigenze sono soddisfatte, diventiamo persone compassionevoli, cooperanti e che hanno empatia per gli altri. Quindi… l’opposto, ciò che spesso vediamo nella nostra società , è di fatto una distorsione della natura umana, proprio perché così pochi vedono soddisfatti i propri bisogni. Quindi sì, si può parlare della natura umana ma solo in termini di esigenze umane fondamentali che sono istintivamente suscitate, o dovrei dire, di alcuni bisogni umani che creano certi tratti se sono soddisfatti, e ad altri tratti se non lo sono.

[Voce narrante] Quindi.. quando si riconosce il fatto che l’organismo umano che ha grande flessibilità adattiva, che ci permette di sopravvivere in diverse condizioni, ed è anche rigidamente programmato per alcuni requisiti ambientali o bisogni umani, un imperativo sociale comincia ad emergere. Proprio come il nostro corpo ha bisogno di nutrienti fisici il cervello umano esige forme positive di stimoli ambientali in tutte le fasi di sviluppo contemporaneamente al bisogno di essere protetti dalle forme di stimolo negative. E se le cose che dovrebbero accadere, non accadessero.. o se le cose che non dovrebbero accadere, accadessero.. è ormai evidente che la porta può essere aperta non solo per una cascata di malattie mentali e fisiche ma anche molti comportamenti umani dannosi. Quindi, così come noi rivolgiamo ora la nostra prospettiva verso l’esterno e teniamo conto dello stato delle situazioni oggi dovremo anche porci la domanda: le condizioni che abbiamo creato nel mondo moderno sono veramente a sostegno della nostra salute? Il fondamento del nostro sistema socioeconomico agisce come una forza positiva per lo sviluppo umano e sociale e per il progresso? Oppure, la gravitazione fondante della nostra società in realtà va contro i requisiti fondamentali dell’evoluzione necessari per creare e mantenere il nostro personale e sociale benessere?

II: Patologia Sociale

Ci si potrebbe chiedere: dov’è iniziato tutto questo? Ciò che abbiamo oggi… un mondo in uno stato di collasso cumulativo.

Il Mercato

[Dr. John McMurtry] YSi parte da John Locke e John Locke introduce la proprietà . Egli da tre condizioni per un giusto diritto privato e di proprietà. Le tre condizioni sono: ne deve avanzare abbastanza per gli altri, non devi lasciar che vada a male e, soprattutto, devi metterci del lavoro. Sembra ragionevole: metti il tuo lavoro nel mondo, quindi ti spetta il prodotto e fintanto che ne rimane abbastanza per gli altri e fintanto che non va a male e non lasci andare nulla sprecato, allora va bene. Locke ne parla a lungo e il suo famoso “Trattato sul Governo” è da allora il testo canonico per il ragionamento economico, politico e legale. È tutt’ora un classico che viene studiato. Bene. Dopo che detta le condizioni… e uno a questo punto si sta chiedendo se è o meno a favore della proprietà  privata… perché lui ha presentato una buona difesa, potente e plausibile della proprietà  privata… beh, lui le abbandona! Le molla di colpo. In una sola frase. Dice: “bene, una volta avvenuta l’introduzione del denaro per tacito consenso degli uomini, divenne ecc…”. e non dice che le condizioni sono state cancellate, ma è così che stanno le cose. Così ora non abbiamo un prodotto e una proprietà  guadagnata con il proprio lavoro, oh no, il denaro compera il lavoro adesso. Non ha più importanza se ne avanza abbastanza per gli altri; non ha più importanza se si spreca, perché lui dice che il denaro è come l’argento o l’oro e l’oro non va a male, quindi il denaro non può essere il responsabile dello spreco, il che è ridicolo. Non stiamo parlando di denaro e argento. Stiamo parlando di quali siano i loro effetti. È un’assurdità  dietro l’altra. È un incredibile gioco logico di prestigio, come se la cava qui, ma questo calza a pennello con gli interessi dei detentori di capitale.

Poi arriva Adam Smith che ci aggiunge la religione. Locke ha cominciato con “Dio ha fatto tutto in questo modo…” – questo è diritto divino – e ora abbiamo anche Smith a dire “non è solo Dio che…” – Beh, non dice esattamente questo ma questo è il senso filosofico. In breve: “non è una questione di proprietà  privata”. Questo ora è tutto “scontato” – Ci è Dato! E che ci siano detentori di moneta che comprano manodopera – Dato! Non c’è limite a quanto lavoro altrui possono comprare, a quanta ricchezza possono accumulare, quanta “disuguaglianza”. Tutto ciò è dato ora. E così arriva lui con la sua grande idea e di nuovo è introdotta tra parentesi, in sordina. Si sa, quando qualcuno mette beni in vendita – l’offerta – e altri li acquistano – la domanda – e così via, come fa l’offerta ad eguagliare la domanda o la domanda ad eguagliare l’offerta? Come possono raggiungere un equilibrio? Una delle nozioni centrali dell’economia è come esse raggiungano l’equilibrio e lui dice: è la “mano invisibile del mercato” che le porta all’equilibrio. Così ora vediamo proprio Dio in azione. Non ha solo dato i diritti di proprietà e tutti i relativi mezzi e i suoi “diritti di natura” come disse Locke. Ora troviamo che il sistema stesso è “Dio”.

Infatti, dice Smith, quando parla – e bisogna leggersi tutta La Ricchezza delle Nazioni per trovare questa citazione – …dice: “la scarsezza dei mezzi di sussistenza pone limiti alla riproduzione dei poveri che la natura non può gestire in altro modo se non con l’eliminazione dei loro figli”. Così anticipò la teoria evoluzionista, nel peggiore dei sensi – questo ben prima di Darwin – e dunque chiamò loro “la razza dei lavoratori”. Così si può notare l’inerente razzismo incorporato qui, un’intrinseca accettazione cieca dell’uccidere innumerevoli bambini, e lui pensò: “ecco la mano invisibile che fa incontrare l’offerta con la domanda e la domanda con l’offerta”. Allora vedi quanto è saggio “Dio” ? Perciò si possono notare molti aspetti veramente marci, distruttori della vita e dell’ambiente che si stanno verificando ora e che hanno in qualche modo un “gene intellettuale” risalente a Smith.

[Voce narrante] Quando riflettiamo sul concetto originale del cosiddetto sistema capitalista del libero mercato come introdotto dai primi filosofi dell’economia quali Adam Smith, vediamo che l’intento originale del “mercato” era basato su beni di scambio reali, tangibili, utili alla vita. Adam Smith non avrebbe mai immaginato che il più redditizio settore economico del pianeta sarebbe stata l’arena del trading finanziario, il cosiddetto “investimento”, dove lo stesso denaro viene semplicemente guadagnato dal movimento di altro denaro in un gioco arbitrario che non possiede alcun merito produttivo per la società . Tuttavia, indipendentemente dagli intenti di Smith, la porta per tali sviluppi apparentemente anomali fu lasciata spalancata da un principio fondamentale di questa teoria: il denaro è trattato come una merce, in sé e di per sé.

Oggi, in tutte l’economie del mondo, al di là  del sistema sociale che rivendicano, il denaro è perseguito per fare denaro e nient’altro. L’idea sottostante, che fu misteriosamente qualificata da Adam Smith nella sua dichiarazione religiosa della “mano invisibile”, è che la mera ricerca egoistica di questa merce fittizia in qualche modo manifesterà  magicamente benessere e progresso umano e sociale. La realtà  è che l’interesse per l’incentivo monetario, o quello che alcuni hanno denotato la “sequenza monetaria del valore”, è ora completamente scollegata dal basilare interesse concernente la vita, che può essere denominato “sequenza vitale del valore”.

[Dr. John McMurtry] Quel che si ha ora è una completa confusione nella dottrina economica tra queste due sequenze. Pensano che la sequenza monetaria del valore implichi la sequenza vitale del valore ed ecco perché dicono che se si vendono più beni, se il PIL cresce, e così via, ci sarà  maggior benessere e che potremmo prendere il PIL come indicatore di base della salute sociale. Ecco, è qua la confusione. àˆ parlare della sequenza monetaria del valore, cioè tutti i ricavi e le entrate che derivano dalle vendite di beni, e confondere questo con la riproduzione della vita. Sin dall’origine, si è costruita una totale commistione di sequenze del valore monetario e vitale. Abbiamo a che fare con una sorta di inganno strutturale che diventa via via più letale mano a mano che la sequenza monetaria si disaccoppia dal produrre un bene qualsiasi. Dunque, è un disturbo del sistema e tale disturbo pare essere fatale.

Benvenuti nella Macchina

[Voce narrante] Nella società  d’oggi, raramente si sente qualcuno parlare del progresso del suo paese o della sua società in termini di benessere fisico, felicità , fiducia o stabilità  sociale. Piuttosto, le misure ci vengono presentate per mezzo di astrazioni economiche. Abbiamo il prodotto interno lordo, l’indice dei prezzi al consumo, il valore della borsa, i tassi d’inflazione e cosi via. Ma tutto questo ci dice qualcosa del reale valore della qualità  di vita della gente? No. Tutte queste misure riguardano il flusso del denaro stesso e nient’altro. Ad esempio, il prodotto interno lordo di una nazione misura il valore dei beni e i servizi venduti. Si sostiene che questa misura sia correlata allo “standard di vita” della gente di un paese. Negli Stati Uniti la spesa sanitaria contava più del 17% del PIL nel 2009, quantificabile in oltre 2500 miliardi di dollari, creando così un effetto positivo su questa misura economica e secondo questa logica, sarebbe ancora meglio per l’economia degli Stati Uniti se i servizi sanitari aumentassero ancora, magari fino a 3000 miliardi di dollari… o a 5000 miliardi. Poiché ciò creerebbe più crescita, più posti di lavoro e verrebbe quindi glorificato dagli economisti come un aumento del livello di vita del loro paese. Ma aspettate un attimo. Cosa rappresentano veramente i servizi sanitari? Beh, gente MALATA e che MUORE. Esatto: più c’è gente ammalata in America, meglio è per l’economia. Questa non è un’esagerazione o una prospettiva cinica. Infatti, discostandosene abbastanza si realizza come il PIL non solo non rifletta il benessere pubblico o sociale a qualsiasi livello tangibile, ma sia, di fatto, per lo più una misura d’inefficienza industriale e degrado sociale. E più lo si vede salire, peggio stanno andando le cose per l’integrità  personale, sociale e ambientale.

[Michael C. Ruppert, Investigative Journalist] Bisogna creare problemi per creare profitto. Non c’è profitto nel paradigma attuale nel salvare vite, portare equilibrio sul pianeta, nell’avere giustizia e pace o qualsiasi altra cosa. In queste cose non c’è profitto.

C’è un vecchio detto: “Fatta una legge, creato un business”. Sia che si tratti di affari per un avvocato o altri… Quindi il crimine crea affari così come la distruzione crea affari ad Haiti. Abbiamo circa 2 milioni di persone oggi in carcere in questo paese e di queste molte sono in prigioni gestite da imprese private: Corrections Corporation of America, Wackenhut, che comprano e vendono azioni a Wall Street, in base a quante persone sono in carcere. Ecco, questa è malattia, ma questo è un riflesso di quello che richiede questo nostro paradigma economico. Quindi, cosa richiede esattamente il paradigma economico?

[Voce narrante] Cosa permette al nostro sistema economico di andare avanti? Il consumo. O più precisamente: il consumo ciclico. Quando smontiamo le fondamenta dell’economia di mercato classica ci ritroviamo con una trama di scambi monetari che semplicemente non possiamo permetterci di fermare e neanche rallentare sostanzialmente, se la società  come la conosciamo vuole continuare a funzionare.

Ci sono tre principali attori sulla scena economica: il lavoratore, il datore di lavoro e il consumatore. Il lavoratore vende il lavoro al datore per un’entrata. Il datore di lavoro vende i servizi produttivi, e quindi i beni, al consumatore per un’entrata. E il consumatore, ovviamente, è solo un altro ruolo di datore di lavoro e lavoratore quando spende nuovamente nel sistema per permettere al consumo ciclico di continuare. In altre parole, il sistema di mercato globale è basato sul presupposto che ci sarà  sempre sufficiente domanda di prodotti nella società per muovere abbastanza denaro ad un ritmo che possa sostenere il processo di consumo. E più veloce sarà  il ritmo del consumo, tanto più ci sarà  la cosiddetta crescita economica e così la macchina funziona… Ma aspetta un’attimo. Pensavo che l’economia fosse stata creata per – che so – “fare economia”? Il termine stesso non ha forse a che fare con conservazione, efficienza e riduzione degli sprechi? Come può il nostro sistema, che richiede consumo – e più ce n’è, meglio è – preservare efficientemente o “fare economia” in qualche modo? Beh, non lo fa.

L’intento del sistema di mercato è, infatti, l’esatto opposto di ciò che una vera economia dovrebbe fare, ovvero orientare con efficienza e cautela i materiali per la produzione e distribuzione dei beni utili alla vita. Viviamo su un pianeta finito, con risorse limitate, dove, per esempio, il petrolio che utilizziamo ha richiesto milioni di anni per generarsi; dove i minerali hanno richiesto miliardi di anni per formarsi. Quindi per avere un sistema che promuove deliberatamente l’accelerazione dei consumi in nome della cosiddetta crescita economica è pura follia “ambienticida”.

[Dr. John McMurtry] L’assenza di spreco, questa è efficienza. Assenza di spreco? Questo sistema spreca più di tutti i sistemi esistiti nella storia del pianeta. Ogni livello di organizzazione della vita e ogni sistema di sopravvivenza è in stato di crisi e di difficoltà , in degrado o collasso. Nessuna pubblicazione scientifica degli ultimi 30 anni vi dirà  qualcosa di diverso, cioè che ogni sistema di sopravvivenza è in declino, così come lo sono i servizi pubblici, così come l’accesso all’acqua potabile. Provate a nominare un mezzo di sostentamento che non sia minacciato e in pericolo… Non si può. Non ce n’è uno, ed è molto, molto sconfortante, e non ne abbiamo neanche capito il meccanismo causale. Non vogliamo affrontare il meccanismo causale. Vogliamo solo andare avanti. Si sa che questa è pazzia: continuare a ripetere la stessa cosa all’infinito, anche se è ovvio che non funziona. Dunque in realtà non abbiamo a che fare con un sistema economico ma, oserei dire, con un sistema anti-economico.

L’Anti-Economia

[Voce narrante] Un vecchio detto dice che il modello competitivo di mercato cerca di “dare il prodotto migliore al prezzo più basso possibile” Questa frase rappresenta in sostanza il concetto che giustifica la concorrenza di mercato basandosi sul presupposto che il risultato sia la produzione di beni di qualità  più alta. Se dovessi costruirmi un tavolo da zero lo farei usando i materiali migliori e i più resistenti possibile, giusto? con l’intenzione di farlo durare il più possibile. Perché dovrei voler costruire qualcosa di scadente sapendo che poi dovrei ricostruirlo di nuovo con ulteriore dispendio di materiali ed energie? Per quanto razionale ciò possa sembrare nel mondo fisico, quando si tratta del mondo del mercato, questo non solo è esplicitamente irrazionale, non è neanche preso in considerazione. È tecnicamente impossibile produrre il meglio di qualsiasi cosa se un’impresa deve mantenere la sua competitività e restare accessibile al consumatore. Letteralmente qualunque cosa creata e messa in vendita sul mercato è da subito inferiore appena viene prodotta, perché è matematicamente impossibile creare un prodotto più avanzato, efficiente e strategicamente sostenibile. Ciò è dovuto al fatto che il sistema di mercato richiede “efficienza nei costi”, ovvero la necessità  di ridurre le spese, in ogni fase della produzione. Dal costo del lavoro, al costo dei materiali, dell’imballaggio e così via. Questa strategia competitiva, ovviamente serve per assicurarsi che il pubblico compri i loro prodotti invece che quelli di un concorrente, che sta facendo la stessa cosa perché anche i suoi prodotti siano competitivi e accessibili. Questa dispendiosa caratteristica del sistema potrebbe essere denominata: “obsolescenza intrinseca”. Tuttavia, questa è solo una parte di un problema più ampio. Un principio di base che governa l’economia di mercato – che non troverete in nessun testo – è il seguente: “Non si può permettere che un prodotto duri più del tempo necessario affinché continui il consumo ciclico.” In altre parole, è cruciale che la roba si rompa, si guasti o scada entro un certo periodo di tempo. Questo è chiamato: “obsolescenza pianificata”. L’obsolescenza pianificata è la spina dorsale della strategia di mercato di ogni azienda produttrice di beni. Sebbene pochi, naturalmente, ammettano questa strategia apertamente, la mascherano con il fenomeno dell’obsolescenza intrinseca appena menzionato, spesso ignorando o anche soffocando, nuovi passi avanti nella tecnologia che potrebbero dare un prodotto più sostenibile e durevole. Quindi, come se già  non fosse abbastanza dispendioso che il sistema per sua natura non ammetta che si producano beni più durevoli ed efficienti, l’obsolescenza pianificata deliberatamente legittima il fatto che se un bene resiste più a lungo, ciò è peggio per il mantenimento del consumo ciclico e quindi per lo stesso sistema di mercato. In altre parole, la sostenibilità  dei prodotti è di fatto l’opposto della crescita economica e quindi c’è un incentivo diretto e rinforzato ad accertarsi che la vita utile di ogni prodotto sia breve.

E infatti il sistema non può funzionare in altro modo. Uno sguardo al mare di discariche che si stanno diffondendo in tutto il mondo mostra la realtà  dell’obsolescenza. Ora ci sono miliardi di cellulari costruiti a basso prezzo, computer e altre cose tecnologiche, tutti pieni di materiali preziosi, difficili da estrarre, come l’oro, il “coltan”, il rame… che oggi marciscono in grandi cumuli a causa di mero malfunzionamento od obsolescenza di piccole parti che, in una società  giudiziosa, potrebbero facilmente essere aggiustate o aggiornate prolungando la vita del bene. Purtroppo, per quanto efficiente possa sembrare nella nostra realtà  fisica, poiché viviamo su un pianeta finito, con risorse finite, ciò è esplicitamente inefficiente, in merito al mercato. Per dirlo in una frase: “efficienza, sostenibilità  e preservazione sono i nemici del nostro sistema economico”.

Così come i beni tangibili devono essere costantemente prodotti e riprodotti senza riguardo per l’impatto ambientale, l’industria dei servizi funziona con uguale criterio. Il fatto è che non c’è nessun beneficio monetario nel risolvere un qualsiasi problema attualmente gestito da servizi. Alla fine dei conti l’ultima cosa che la classe dei medici vuole realmente è la cura di malattie come il cancro, poiché eliminerebbe innumerevoli posti di lavoro e miliardi di entrate. E visto che siamo in tema: la criminalità  e il terrorismo in questo sistema sono positivi! Beh, almeno economicamente… perché danno lavoro alla polizia creando “prodotti di sicurezza” ad alto valore, senza menzionare il valore delle carceri, privatamente operate, per profitto.

Che dire della guerra? L’industria bellica in America è un grande motore del PIL – uno tra i settori più redditizi – mentre produce armi di morte e distruzione. Il gioco preferito di quest’industria è far esplodere cose e quindi andare e ricostruirle, per profitto. Lo abbiamo visto con la pioggia di contratti miliardari nati dalla guerra in Iraq. La morale della favola è che questi aspetti socialmente negativi della società sono diventati positivamente remunerati dalle industrie, ed ogni interesse nella risoluzione di un problema, o nella preservazione e sostenibilità  ambientale, è intrinsecamente contrario alla sostenibilità  economica. Ed è per questo che ogni volta che si vede il PIL alzarsi in un paese si assiste ad un incremento del bisogno, che sia reale o percepito, e per definizione, il bisogno ha radice nell’inefficienza. Dunque un aumento del bisogno implica un aumento d’inefficienza.

Un Disturbo del Sistema di Valori

[Michael C. Ruppert] Il sogno americano è basato sul consumismo rampante. È basato sul fatto che i mass media e specialmente la pubblicità  commerciale, – tutti fatti da società  che necessitano di crescita infinita – ci hanno convinto – o hanno lavato il cervello al grosso della gente in America e nel mondo – che dobbiamo avere un numero X di possedimenti materiali e la possibilità  di ottenerne di più, all’infinito, per poter essere felici. Solo che non è vero. E allora perché le persone continuano a comprare in questo modo che alla fine è “ambienticida”, nei suoi effetti cumulativi sistemici? È solo condizionamento, sia classico che operante. Si danno stimoli di condizionamento all’organismo e le risposte sono i comportamenti desiderati, o finalità  e obiettivi. Per far ciò dispongono di ogni risorsa tecnologica e si vantano di come riescano ad entrare nella mente dei bimbi che li ascoltano e già  vengono condizionati dalle marche. Allora si capisce come mai le persone siano così sciocche. È stato loro insegnato ad esserlo. È un “disturbo” del sistema di valori.

[Voce narrante] Vedi, se c’è una testimonianza della plasticità  della mente umana… se c’è una prova di quanto sia malleabile il pensiero umano e di quanto facilmente la gente possa essere condizionata e guidata secondo il tipo di stimolo ambientale e di cosa questo rinforzi, il mondo della pubblicità  ne è la prova. Induce soggezione questo livello di lavaggio del cervello, dove certi robot programmati, noti come “consumatori” vagano per il paesaggio solo per entrare in un negozio e spendere, per dire, 4.000 dollari per una borsetta che verosimilmente ne costa 10 a produrla sfruttando manodopera d’oltreoceano solo per lo status symbol che la marca rappresenta nella cultura.

E ancora: le antiche tradizioni collettive, che rinforzano la fiducia e la coesione nella società , oggi sono state sabotate dall’avidità dei valori materiali, per cui ora ogni anno ci scambiamo robaccia inutile un tot di volte e poi ci domandiamo perché molti oggi hanno la smania dello shopping e del possesso, quando è chiaro che sono stati condizionati sin dall’infanzia ad aspettarsi beni materiali come segno del loro status, tra amici e in famiglia. Il fatto è che la base di ogni società sta nei valori sui cui poggia il suo funzionamento e la nostra società , così com’è, può funzionare solo se i nostri valori supportano l’ingente consumo che serve a mantenere il sistema di mercato.

75 anni fa, il consumo pro capite in America e nei Paesi industrializzati era pari a metà di quello odierno. La cultura consumistica di oggi è stata architettata e imposta per un bisogno, del tutto reale, di consumi sempre maggiori ed è per questo che molte compagnie oggi spendono più in pubblicità , che per il reale processo di fabbricazione del prodotti stessi. Lavorano diligentemente per creare false esigenze e sembra che funzioni.

Gli “Economisti”

[Dr. John McMurtry] Sai, gli economisti, in realtà , non lo sono affatto; sono propagandisti del valore del denaro e scoprirete che tutti i loro modelli praticamente sono solo scambi che in verità  profittano una parte o entrambe, ma sono completamente disconnessi dal mondo reale della produzione.

[Domanda] In Ohio, un uomo anziano non pagò la bolletta della luce – forse lei conosce la storia – e la compagnia elettrica gli tagliò l’elettricità  e lui morì. Il motivo del taglio fu che non sarebbe stato remunerativo per loro perché l’uomo non pagava la bolletta. Ritiene che sia giusto?

[Milton Friedman] La responsabilità  in realtà  non è della società  che gestisce l’energia elettrica che l’ha tagliata, ma dei vicini e degli amici e dei conoscenti che non furono abbastanza generosi da permettergli come individuo di pagare la bolletta della luce.

[Voce narrante] Hmm……. Ho sentito bene? Ha appena detto che la morte di un uomo causata dal non avere soldi era stata responsabilità  di… altra gente… o, in effetti, della beneficenza? Beh, dunque, suppongo che ci serviranno un sacco di “pubblicità  progresso”, piccole miserabili ciotoline delle offerte nei negozietti e un mucchio di salvadanai per il miliardo di persone che oggi muore di fame su questo pianeta… proprio a causa del sistema che Milton Friedman promuove. Sia che si tratti delle filosofie di Milton Friedman, F. A. Hyack, John Maynard Keynes, Ludwig von Mises o qualsiasi altro eminente economista, la base del ragionamento raramente lascia da parte la sequenza monetaria.È come una religione. Analisi dei consumi, politiche di stabilizzazione, deficit pubblico, domanda aggregata… Esiste come un cerchio infinito, autoreferenziale, “auto-giustificante” di un discorso dove i bisogni umani universali, le risorse naturali e qualsiasi forma di efficienza che sostiene la vita fisica sono automaticamente esclusi, per essere rimpiazzati dalla singola nozione che gli uomini cercando di avvantaggiarsi gli uni sugli altri solo per soldi, motivati solo dal proprio ristretto interesse creeranno magicamente una società  sostenibile, sana e bilanciata. Non c’è una coordinata per la vita in tutta questa teoria, in tutta questa dottrina. Cosa stanno facendo? Quello che stanno facendo è seguire le sequenze monetarie. Questo è tutto: seguire le sequenze monetarie, dando per scontato tutto ciò che conta. 1: Non ci sono coordinate per la vita… wow… nessuna coordinata per la vita! 2: Che tutti i singoli “agenti” cercano la massimizzazione delle proprie “preferenze”; cioè, non pensano a nient’altro che a sé stessi e a cosa ottenere di più per loro stessi. Questo è il concetto dominante di razionalità: la scelta di massimizzazione per sé stessi, e le uniche cose che desiderano massimizzare sono soldi o merci. Ma dove entrano in gioco le relazioni sociali? Non entrano, tranne negli scambi di auto-massimizzazione. Dove entrano in gioco le nostre risorse naturali? Non entrano, salvo per lo sfruttamento. Dove entra in gioco la capacità di sopravvivere delle famiglie? Non entra. Esse devono avere i soldi per acquistare un qualsiasi bene. Beh, un’economia non dovrebbe trattare in qualche modo i bisogni umani? Non è questa la questione fondamentale? Oh.. “bisogno” non è nemmeno nel vostro lessico. Lo fate sparire tra le “voglie”… e cos’è una voglia? Significa che c’è liquidità  che vuole comprare. Beh, se è la liquidità  che vuole comprare, non c’entra nulla con i bisogni, perché magari una persona non ha liquidità e ha un disperato bisogno, diciamo, di acqua potabile. Oppure, la liquidità  vuole una tavoletta del water d’oro. Beh, dove finisce tutto quanto? Nella tavoletta d’oro per il water. E questa la chiami economia? Davvero, quando ci si pensa, deve essere il più bizzarro inganno nella storia del pensiero umano.

Il sistema monetario

[Voce narrante] Finora ci siamo concentrati sul sistema di mercato. Ma in realtà  questo sistema rappresenta solo la metà  del paradigma economico globale. L’altra metà  è il “sistema monetario”. Mentre il sistema di mercato riguarda l’interazione tra persone a caccia di profitti lungo lo spettro manifatturiero della produzione e la distribuzione, il sistema monetario è l’insieme delle norme stabilite dalle istituzioni finanziarie che creano le condizioni per il Sistema di Mercato, tra le altre cose. Comprende termini che spesso sentiamo come i tassi d’interesse, prestiti, debito, la provvista monetaria, l’inflazione, ecc. E sebbene ci si voglia strappare i capelli a sentire il blaterare degli economisti monetari…

“Modeste azioni preventive, possono ovviare al bisogno di azioni più drastiche, in tempi successivi”

…la natura e l’effetto di questo sistema è in realtà  abbastanza semplice.

[Michael C. Ruppert] La nostra economia ha… o l’economia globale ha tre cose basilari che la governano. Una è il sistema bancario a riserva frazionaria: le banche che stampano soldi dal nulla. Si basa anche sull’interesse composto: quando prendi dei soldi in prestito, devi ripagarne di più di quanti ne hai presi, il che significa che in effetti si creano soldi dal nulla il che dev’essere gestito creando ancor più moneta.

Viviamo in un paradigma di crescita infinita. Il modello economico in cui viviamo ora è una truffa alla Ponzi. Niente cresce per sempre. Non è possibile. Come scrisse il grande psicologo James Hillman “L’unica cosa che cresce nel corpo umano dopo una certa età  è il cancro.”

Non è solo la quantità  di denaro che deve continuare a crescere, è la quantità  di consumatori. Consumatori a cui prestare soldi con interesse per generare più denaro, e ovviamente questo non è possibile su un pianeta finito.

Le persone sono soltanto mezzi per creare denaro che dovrà  generare altro denaro per impedire che il tutto cada a pezzi che è quel che sta accadendo proprio ora.

[Voce narrante] Ci sono solo due cose che chiunque deve sapere davvero sul sistema monetario: 1: Tutto il denaro viene creato dal debito. Il denaro è debito monetizzato, sia che sia creato da buoni del tesoro, mutui sulla casa o carte di credito. In altre parole, se tutti i debiti esistenti dovessero essere ripagati in questo momento non rimarrebbe un dollaro in circolazione. e 2: Si applica l’interesse su praticamente tutti i prestiti fatti e il denaro necessario a ripagare questi interessi non esiste immediatamente nella moneta circolante. Solo il capitale viene creato dai prestiti e il capitale costituisce la moneta circolante. Quindi, se tutti questi debiti dovessero essere ripagati ora, non solo non ci sarebbe più un soldo in circolazione ma ci sarebbe un enorme quantità  di denaro dovuto che è letteralmente impossibile ripagare, perché non esiste.

Due cose sono inevitabili conseguenze di tutto questo: inflazione e insolvenza. Riguardo all’inflazione, ciò può esser visto come una tendenza storica praticamente in ogni nazione oggi e facilmente collegata alla sua causa che è il perpetuo aumento della base monetaria, che è richiesto per coprire gli addebiti di interesse e mandare avanti il sistema. Riguardo all’insolvenza, essa arriva in forma di collasso del debito. Questo collasso accadrà  inevitabilmente con una persona, una impresa o una nazione e tipicamente accade quando i pagamenti dell’interesse non sono più possibili. Ma c’è un lato positivo in tutto questo… almeno dal punto di vista del mercato. Perché il debito crea pressione. Il debito crea schiavi dello stipendio. Una persona che è indebitata accetta più facilmente una bassa paga piuttosto che una persona che non lo è diventando quindi una merce a basso costo; così è il massimo per le imprese avere un bacino di gente che non abbiano mobilità  finanziaria. Ma, ehi… la stessa idea vale anche per intere nazioni… La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale – che servono soprattutto come intermediari degli interessi delle imprese transnazionali – concedono prestiti enormi a nazioni in difficoltà con tassi d’interesse elevati e non appena questi paesi finiscono davvero in rosso e non possono pagare vengono applicate misure di austerità , le grandi imprese si avventano in picchiata, sfruttano la manodopera e acquisiscono le risorse naturali. Questa è l’efficienza del mercato.

Ma aspetta… c’è dell’altro: vedi, c’è questo unico ibrido del sistema monetario e del mercato detto borsa valori dove invece che produrre qualcosa reale, sapete, comprano e vendono solamente il denaro stesso. E quando si tratta di debito, sapete cosa fanno? Esatto: lo scambiano. Effettivamente comprano e vendono debiti per lucro. Da “credit default swap” (CDS) e obbligazioni subordinate (CDO) per il credito al consumo a complessi schemi di derivati usati per mascherare i debiti di nazioni intere, come la collusione tra la banca di investimento Goldman Sachs e la Grecia che ha quasi fatto crollare l’economia di tutta l’Europa. Quindi quando si parla della borsa valori e Wall Street abbiamo un nuovo livello di pazzia nato dal Flusso Monetario del Valore.

[Max Keiser, Financial Analyst “The Keiser Report”] Tutto quello che dovete sapere sui mercati fu scritto in un editoriale sul Wall Street Journal un paio di anni fa intitolato “Lezioni dell’Investitore Cerebroleso”. E in questo articolo, si spiega perché le persone con lievi danni celebrali sono più brave come investitori delle persone con normali funzionalità  del cervello. Perché? Perché la persona con leggeri danni celebrali non ha empatia. Questo è il segreto. Se non hai alcuna empatia vai bene come investitore e per questo Wall Street alleva persone senza empatia. Per andare lì dentro a prendere decisioni e fare compravendite senza alcun rimorso, senza il minimo scrupolo su come ciò che fanno potrebbe ripercuotersi sul prossimo. Quindi allevano questi robot. Queste persone senza un’anima e visto che non vogliono più neanche pagare queste persone adesso stanno “allevando” robot – veri robot – operatori realmente algoritmici. Goldman Sachs nello scandalo sulle operazioni ad alta frequenza: hanno messo un computer a fianco alla Borsa di New York. Questo computer “co-situato”, come lo chiamano batte sul tempo tutte le compravendite della borsa e tempesta la borsa con volumi di ordini in modi che “grattano” centesimi via dalla borsa. È come se dirottassero soldi tutto il giorno. Per un trimestre, l’anno scorso, hanno fatto 30 o 60 giorni di fila senza un solo giorno di riposo e hanno fatto milioni di dollari ogni singolo giorno? È statisticamente impossibile!

Quando io lavoravo a Wall Street, funzionava così: ognuno passava qualcosa al suo superiore per le bustarelle, gli agenti pagano il responsabile d’ufficio, il responsabile d’ufficio paga il responsabile regionale di vendite, il responsabile regionale di vendite paga il responsabile nazionale di vendite. È un comune accordo. E a Natale a chi tocca il bonus più grande nella tipica ditta di intermediazione? Al responsabile della vigilanza. Il responsabile della vigilanza sta seduto lì tutto il giorno; lui dovrebbe certificare che tu non infranga nessuna regola e che tu ti “conformi” alla legge. Sì sì, certo, fintanto che riesci a corrompere il responsabile dell’ufficio di vigilanza allora sì, sei a norma di legge!

Quindi com’è che la frode è diventata il sistema? Non è più un effetto collaterale. È il sistema. È come quella vecchia battuta di Woody Allen. Uno dice: “Dottore, mio fratello crede di essere un pollo.” E il dottore dice: “Prendi questa pastiglia e il problema dovrebbe passare.” E lui fa: “No dottore, lei non capisce. Ci servono le uova.” Ok? Quindi, la compravendita fraudolenta di titoli tra le banche per generare commissioni, per generare bonus, è diventato il motore della crescita del PIL dell’economia degli Stati Uniti sebbene stiano essenzialmente scambiando titoli fraudolenti che non hanno assolutamente speranze di essere mai ripagati.

Loro elaborano, generano e ri-cartolarizzano il nulla. Se io scrivo $20 miliardi su un tovagliolino e lo vendo a J.P. Morgan e J.P. Morgan scrive $20 miliardi su un tovagliolino e ci scambiamo quei due tovagliolini e ci paghiamo entrambi un quarto del 1% come commissione, noi facciamo molti soldi per il nostro bonus natalizio. Entrambi teniamo in contabilità un tovagliolino da $20 miliardi che non ha nessun valore reale, fino al momento che il sistema non potrà  più assorbire tovagliolini fasulli, in qual caso, andremo dal governo per farci cavare d’impaccio.

[Voce narrante] E a causa di Wall street e il mercato azionario globale oggi ci sono almeno 700 mila miliardi di dollari di titoli fraudolenti in sospeso, conosciuti come derivati, pronti a collassare. Un valore che ammonta a oltre 10 volte il prodotto interno lordo dell’intero pianeta. E nel frattempo, abbiamo visto i salvataggi di banche e aziende da parte dei governi, che per primi comicamente si fanno prestare i soldi dalle banche. Ora ci sono tentativi di salvataggio di nazioni intere da parte di conglomerati di altre nazioni attraverso banche internazionali.

Ma come si “salva” un pianeta? Al momento non esiste un paese non saturato di debiti. La cascata di insolvenze sul debito nazionale che abbiamo visto non può che essere che l’inizio, facendo i conti con la matematica. È stato stimato che solo negli USA la tassa sul reddito dovrebbe essere alzata al 65% a persona, solo per pagare gli interessi nel prossimo futuro. Gli economisti prevedono che tra alcune decadi il 60% delle nazioni del pianeta saranno in bancarotta. Ma aspettate… Fatemi capire bene. Il mondo sta andando in bancarotta, per quel che diavolo vuol dire, a causa di quest’idea chiamata “debito” che neanche esiste nella realtà  fisica. È solo parte di un gioco che abbiamo inventato… e tuttavia il benessere di miliardi di persone è ora messo in pericolo. Licenziamenti di massa, tendopoli, povertà  in aumento, misure d’austerità  imposte, scuole che chiudono, fame infantile… e alti livelli di deprivazione familiare, tutto a causa di questa complessa finzione… Ma che siamo idioti?!

Ehi! Ehi! Marte, amico mio. Aiuta un fratello, uh? Cresci, ragazzino. Saturno! Come va, bello? Ti ricordi che bel pezzo di nebulosa che ti ho fatto conoscere qualche tempo fa? Uh, ascolta Terra Ci stiamo davvero stufando di te. Ti è stata data ogni cosa, eppure tu sprechi tutto. Hai una miriade di risorse e lo sai. Perché non cresci ed impari un po’ di responsabilità  per il ben di Dio. Stai rendendo triste tua madre. Sei per conto tuo, amico. Sì, vabbè…

La Salute Pubblica

[Voce narrante] Ora, considerando tutto questo… dalla macchina dello spreco conosciuta come sistema di mercato, alla macchina del debito conosciuta come sistema monetario da cui si crea il paradigma monetario di mercato che definisce l’economia globale oggi… c’è una conseguenza che pervade tutto il marchingegno: la disuguaglianza. Che sia il sistema del mercato, che porta una naturale gravitazione verso il monopolio e la consolidazione del potere, generando inoltre sacche di ricche industrie che torreggiano sulle altre a prescindere dall’utilità . Come il fatto che top manager di fondi d’investimento di Wall Street portino a casa più di 300 milioni di dollari l’anno per non aver contribuito letteralmente a nulla. Mentre uno scienziato che ricerca la cura per una malattia, cercando di aiutare l’umanità fa 60 mila dollari l’anno, se va bene. O che sia il sistema monetario ad avere la divisione in classi insita nella sua struttura Per esempio: Se io ho 1 milione di dollari da spendere e li metto in BOT al 4% di interesse. Ci farò 40 mila dollari all’anno. Nessun contributo alla società . Niente di niente. Invece se sono di basso ceto sociale e devo farmi debiti, per comprare una macchina o la casa sto pagando un’interesse che in astratto andrà  a pagare quel milionario con i BOT al 4%. Questo rubare ai poveri per dare ai ricchi è un aspetto di base, intrinseco del sistema monetario. E potrebbe essere nominato “classismo strutturale”.

Certo, storicamente la stratificazione sociale è sempre stata considerata ingiusta ma ovviamente accettata nel complesso. Ad oggi l’1% della popolazione possiede il 40% della ricchezza del pianeta. Ma a parte l’ingiustizia materiale, c’è qualcos’altro che avviene sotto la superficie della disuguaglianza, causa di un incredibile peggioramento d’insieme della salute pubblica.

[Richard Wilkinson] Penso che le persone siano spesso sconcertate dal contrasto tra il successo materiale delle nostre società – con livelli di ricchezza senza precedenti – e le numerose manchevolezze sociali. Se si guardano i tassi di uso di droga, di violenza o tendenze autolesionistiche tra i giovani, o di disturbi mentali, c’è chiaramente qualcosa di profondamente sbagliato nelle nostre società. I dati che ho appena descritto semplicemente mostrano l’intuizione che la gente ha avuto per centinaia d’anni: ovvero che la disuguaglianza è divisoria e socialmente corrosiva. Ma quella intuizione è più vera di quanto abbiamo mai immaginato. Ci sono effetti psicologici e sociali molto potenti della disuguaglianza. Che hanno a che fare, suppongo, più con i sentimenti di superiorità  e inferiorità . Questo tipo di divisione forse si accompagna al rispetto o alla sua mancanza. La gente si sente guardata dall’alto in basso, che è, tra l’altro, il motivo per cui la violenza è più comune nelle società  più diseguali. La molla della violenza è spesso il sentire nella gente che viene mancato loro di rispetto.

[James Gilligan] Se ci fosse un principio che potessi enfatizzare, cioè il più importante principio per la prevenzione della violenza, esso sarebbe “l’uguaglianza”. Il fattore singolarmente più significativo, che incide sul tasso di violenza, è il grado di uguaglianza, contrapposto a quello di disuguaglianza in una data società.

[Richard Wilkinson] Così, quello che stiamo osservando è una sorta di disfunzione sociale generale. Non sono una o due cose che vanno male, quando la disuguaglianza aumenta. Sembra che sia tutto quanto. Sia che parliamo di criminalità , che di salute, che di malattie mentali o qualsiasi cosa.

[Robert Sapolsky] Una delle più allarmanti scoperte circolanti riguardo la salute pubblica, è: mai e poi mai fare lo sbaglio di esser poveri o nascere poveri. La tua salute la paga in infiniti modi: un qualcosa conosciuto come “gradiente socioeconomico della salute”. Procedendo in discesa dagli strati più alti un una società , in termini di status socioeconomico, ad ogni passo verso il basso, la salute peggiora per un mucchio di diversi mali. L’aspettativa di vita peggiora. La mortalità  infantile aumenta. Qualsiasi cosa tu vada a guardare. Dunque, una questione enorme è stata il perché dell’esistenza di questo gradiente. Una risposta ovvia e semplice è che se sei un malato cronico, non sarai molto produttivo quindi i motivi di salute spiegano le differenze socioeconomiche. Non è per nulla così per il semplice motivo che potresti guardare lo status socioeconomico di qualcuno di 10 anni e questo può predire qualcosa sulla sua salute decenni più avanti. Dunque, questo è il verso del rapporto di causalità.

La prossima: “oh, è perfettamente ovvio, i poveri non possono permettersi di andare dal medico” è l’accesso al servizio sanitario? Nulla a che fare con questo, perché si possono osservare gli stessi gradienti in paesi con un sistema sanitario pubblico e assistenza fornita dalla mutua. Ok. Prossima “semplice spiegazione”: Oh, in media, più povero sei, più è facile che fumi, che beva e abbia ogni tipo di cattiva abitudine. Sì, queste cose contribuiscono, ma attenti studi hanno mostrato che questo spiega a malapena un terzo della variabilità . Allora cosa rimane? Il resto ha un sacco a che vedere con lo STRESS della povertà . Quindi, più povero sei, iniziando dalla persona con un dollaro di reddito in meno di Bill Gates… più sei povero in questo paese, peggio stai di salute, in media. Questo ci dice qualcosa davvero importante: la connessione tra salute e povertà non riguarda l’essere poveri, riguarda il sentirsi poveri.

[Richard Wilkinson] Sempre di più ci rendiamo conto che lo stress cronico ha una notevole influenza sulla salute, ma la più importante fonte di stress è la qualità  delle relazioni sociali.

[Voce narrante] E se c’è qualcosa che abbassa la qualità  delle relazioni sociali è la stratificazione socioeconomica della società. Quello che la scienza ha ora mostrato è che, indipendentemente dalla ricchezza materiale, lo stress del semplice vivere in una società  stratificata porta a un vasto spettro di problemi di salute pubblica e maggiore è la disuguaglianza, peggiori i problemi.

Vita media: più lunga nei paesi più equi.

Uso di droghe: minore nei paesi più equi.

Malattie mentali: meno nei paesi più equi.

“Capitale sociale” – cioè la capacità  delle persone di fidarsi l’uno dell’altro: naturalmente maggiore in paesi più equi.

Punteggi scolastici: più alti in paesi più equi.

Tasso di omicidi: minore in paesi più equi.

Crimine e tassi di incarcerazione: minori in paesi più equi.

Si va avanti e avanti. Mortalità  infantile, obesità, tasso di ragazze madri minori in paesi più equi.

E forse la più interessante: innovazione: maggiore in paesi più equi. Il che sfida la vecchia concezione che una società competitiva e stratificata è più creativa e inventiva.

Inoltre, uno studio fatto nel Regno Unito chiamato Studio Whitehall ha confermato che c’è una distribuzione sociale delle malattie spostandosi dalla cima della scala socioeconomica verso il basso. Per esempio, è stato scoperto che il gradino più basso della gerarchia ha 4 volte di più mortalità  per problemi cardiaci rispetto al gradino più alto. E tale motivo si ritrova a prescindere dalla disponibilità  di cure mediche. Quindi, peggiore è lo status finanziario relativo di una persona peggiore sarà  in media la sua salute. Questo fenomeno ha radici in ciò che si può definire “Stress psicosociale” ed è il fondamento delle più grandi distorsioni sociali che affliggono la nostra società  oggi. La sua causa? Il sistema monetario di mercato Non fatevi ingannare: il più grande distruttore dell’ecologia, la maggiore fonte di spreco, esaurimento e inquinamento, il più grande fomentatore di violenza, guerra, criminalità , povertà , abusi sugli animali e disumanità, il maggiore generatore di nevrosi sociali e personali, disturbi mentali: depressione, ansia, per non dire, la più grande fonte della paralisi sociale, che ci impedisce di muoverci verso nuove metodologie di salute personale, di sostenibilità  globale e di progresso su questo pianeta, non è un qualche governo corrotto o una legge sbagliata, non è qualche azienda farabutta o il cartello delle banche, non è una qualche falla nella natura umana, né una qualche congiura segreta che controlla il mondo. àˆ in realtà lo stesso sistema socio-economico sin dalle sue fondamenta.

Parte 3: Progetto Terra

[Voce narrante] Immaginiamo per un istante di avere la possibilità di riprogettare la civiltà  umana da cima a fondo. Come sarebbe se, ipoteticamente parlando, scoprissimo una replica esatta del pianeta Terra e la sola differenza fra questo nuovo pianeta e il nostro fosse l’assenza di evoluzione umana. Una tela bianca, nessuna nazione, città , inquinamento, niente conservatori… Solo un incontaminato ambiente vergine. Cosa ne faremmo?

Beh, prima di tutto ci servirebbe un obbiettivo, no? Ed è chiaro che l’obiettivo sarebbe sopravvivere. E non solo sopravvivere, ma farlo in modo ottimale, salutare e prosperoso. La maggioranza della gente desidera vivere e preferirebbe farlo senza soffrire. Quindi, alla base di questa civiltà  ci deve essere il massimo del sostegno, della sostenibilità  per la vita umana, che tenga conto dei bisogni materiali di tutte le persone del mondo, cercando nel contempo di rimuovere tutto ciò che possa danneggiarci a lungo termine.

Capito l’obiettivo della “massima sostenibilità “, il prossimo passo riguarda il “metodo”. Quale approccio scegliamo? Beh, vediamo un po’… Per ora, la politica è stata il metodo della società  sulla Terra. Dunque cosa dicono le dottrine dei repubblicani, dei liberali, dei conservatori o dei socialisti sulla progettazione della società ? Hmm…un bel niente. Ok allora – e la religione? Il Creatore deve aver lasciato un progetto da qualche parte… No. Non trovo nulla. Bene, allora cosa rimane? Mi pare una cosa chiamata “scienza”. La scienza è unica: i suoi metodi non richiedono solo che le idee proposte siano testate e replicate, ma tutto ciò che propone è anche intrinsecamente smentibile. In altre parole, a differenza di religione e politica, la scienza non ha ego e ogni suo suggerimento ammette la possibilità di essere eventualmente dimostrato come falso. Non si aggrappa a nulla ed evolve continuamente. Beh, questo suona abbastanza naturale per me.

Quindi basandosi sullo stato attuale della conoscenza scientifica all’inizio del XXI secolo e sul nostro obiettivo di massima sostenibilità per la popolazione umana, come iniziamo il vero processo di costruzione? La prima domanda da farsi sarà : di cosa abbiamo bisogno per sopravvivere? La risposta è, di certo, delle risorse del pianeta. Che sia dell’acqua che beviamo, dell’energia che usiamo o delle materie prime per strumenti e abitazioni, il pianeta ospita un inventario di risorse, molte delle quali necessarie per la nostra sopravvivenza. Quindi data la realtà , diventa essenziale capire cosa abbiamo e dove. Questo significa che dobbiamo fare un’indagine. Localizziamo e identifichiamo ogni risorsa fisica che possiamo, con la relativa quantità  disponibile in ogni luogo, dai giacimenti di rame, ai luoghi più adatti per impianti eolici per produrre energia, alle sorgenti d’acqua, alla stima della quantità  di pesce negli oceani, alla migliore terra arabile per le coltivazioni, ecc…

Però, visto che noi umani consumeremo queste risorse nel corso del tempo, sarà  chiaro che non dobbiamo solo localizzare e identificare, ma anche tenerne traccia. Dobbiamo assicurarci di non esaurire nulla… sarebbe un guaio. E questo significa monitorare non solo i ritmi di consumo, ma anche i ritmi di rigenerazione del pianeta, come, ad esempio, quanto tempo ci vuole per la crescita di un albero o il reintegro di una sorgente. Questo si chiama “equilibrio dinamico”. In altre parole se usiamo alberi più velocemente di quanto ricrescano abbiamo un problema serio, perché ciò è insostenibile.

Allora, come monitoriamo queste riserve, soprattutto quando ci rendiamo conto che è tutto sparpagliato ovunque? Abbiamo grandi miniere di minerali in quella che chiamiamo Africa, giacimenti di energia in Medio Oriente, grandi possibilità  di energia dalle maree sulla costa del Nord America, la più grande disponibilità  d’acqua in Brasile, ecc… Bene, ancora una volta la cara vecchia scienza ha un suggerimento: si chiama “teoria dei sistemi”. La teoria dei sistemi riconosce che il tessuto del mondo naturale, dalla biologia umana alla biosfera terrestre, fino all’attrazione gravitazionale del sistema solare stesso, è un sistema enorme di sinergie, totalmente interconnesso. Proprio come le cellule umane si connettono per gli nostri organi e gli organi si connettono per formare il nostro corpo e poiché il corpo non può vivere senza le risorse terrene di cibo, aria e acqua, noi siamo intrinsecamente connessi alla terra. E così via.

Così, come la natura suggerisce, prendiamo tutte queste risorse e i dati di monitoraggio e creiamo un “sistema” per gestirlo; di fatto un “sistema globale per la gestione delle risorse”, per tenere conto di tutte le risorse rilevanti del pianeta. Non c’è alcuna logica alternativa se il nostro obiettivo come specie è la sopravvivenza nel lungo periodo.

Inteso ciò, si può ora considerare la produzione. Come usiamo tutta questa roba? Quale sarà  il nostro processo di produzione e cosa dovremo considerare per essere sicuri che sia il più possibile ottimizzato per massimizzare la nostra sostenibilità ? La prima cosa che salta all’occhio è che dobbiamo costantemente cercare di “preservare”. Le risorse del pianeta sono sostanzialmente limitate. Quindi è importante essere “strategici”. La “preservazione strategica” è la chiave. La seconda cosa che riconosciamo, è che alcune risorse non hanno lo stesso rendimento di altre. In effetti, alcune cose, quando utilizzate hanno un effetto terribile per l’ambiente che invariabilmente mina la nostra salute. Per esempio: petrolio e combustibili fossili – non importa come la metti – rilasciano sostanze distruttive nell’ambiente. Quindi è critico che facciamo del nostro meglio per usarle solo quando è necessario o non usarle affatto. Per fortuna ci sono molte possibilità – fotovoltaica, eolica, mareomotrice, solare termica e geotermica – per la produzione di energia cosicché possiamo elaborare strategie oggettive su ciò che usiamo e dove per evitare ciò che possiamo chiamare “retroazioni negative” o qualsiasi risultato di produzione e utilizzo che danneggi l’ambiente e, quindi, noi stessi. Questo lo chiameremo “salvaguardia strategica” per accoppiarlo con la nostra “preservazione strategica”.

Ma le strategie di produzione non finiscono qui. Avremo bisogno di una “strategia di efficienza” per i veri e propri meccanismi di produzione e troviamo che ci sono circa tre specifici protocolli a cui dobbiamo aderire:

1: Qualsiasi bene che produciamo deve essere progettato per durare più a lungo possibile. Ovviamente più le cose si romperanno e di più risorse avremo bisogno per rimpiazzarle e maggiori saranno i rifiuti prodotti.

2: Quando le cose si rompono o non sono più utilizzabili per qualsiasi motivo, è fondamentale recuperare o riciclare il più possibile. Quindi il progetto produttivo deve tenere ciò in considerazione fin dalle prime fasi.

3: Tecnologie in rapida evoluzione, quali l’elettronica, che sono soggette a veloci ritmi di obsolescenza tecnologica, dovranno essere progettate per prevedere e accomodare fisicamente gli aggiornamenti. L’ultima cosa che vogliamo fare è buttare via un computer intero solo perché ha una parte rotta o sorpassata. Dunque progettiamo le componenti per essere facilmente aggiornate pezzo per pezzo, standardizzate e universalmente intercambiabili anticipando l’ultima tendenza del cambiamento tecnologico.

E realizzando che i meccanismi di “preservazione strategica”, “sicurezza strategica ed “efficienza strategica” sono considerazioni puramente tecniche, prive di qualsiasi opinabilità  o pregiudizio, semplicemente programmiamo queste strategie in un computer che può pesare e calcolare tutte le variabili rilevanti permettendoci di ottenere sempre il migliore metodo in assoluto per la produzione sostenibile sulla base delle conoscenze correnti. E mentre ciò può sembrare complesso, si tratta di poco più di una calcolatrice, senza contare il fatto che tali sistemi multivariabile di decisione e controllo sono già  oggi utilizzati in tutto il mondo per scopi isolati. È semplicemente questione di dimensionare il tutto.

Dunque… Ora, non solo abbiamo il nostro sistema di gestione delle risorse, ma anche un sistema di gestione della produzione, entrambi facilmente automatizzabili via computer per massimizzarne efficienza, preservazione e sicurezza. La realtà  informativa è tale che la mente di un uomo, o anche di un gruppo, non può tener traccia di tutto Deve essere fatto dai computer… e si può fare.

E questo ci porta al livello successivo: la distribuzione. Quali strategie di sostenibilità hanno senso in questo caso? Visto che sappiamo che la più breve distanza tra due punti è una linea retta e poiché è necessaria energia per alimentare mezzi di trasporto, minore sarà  la distanza, maggiore l’efficienza. Produrre beni in un continente e spedirli ad un altro ha senso solamente se le merci in questione non possono essere prodotte nella zona di destinazione. Altrimenti non è che uno spreco. Dobbiamo localizzare la produzione perché la distribuzione sia semplice, veloce e richieda meno energia possibile. La chiameremo “strategia della prossimità” che significa semplicemente ridurre lo spostamento delle merci il più possibile, sia che si tratti di materie prime che di prodotti finiti.

Certo, potrebbe anche essere importante sapere quali merci stiamo trasportando e perché… E questo rientra nella categoria della “domanda”. La domanda è semplicemente ciò di cui la gente ha bisogno per essere in salute e avere un’alta qualità  della vita. La gamma dei bisogni materiali dell’uomo va dai beni di prima necessità , come cibo, acqua pulita e riparo, ai beni sociali e ricreativi che permettono relax, e appagamento sociale dei singoli, entrambi fattori importanti nella salute umana e sociale. Quindi, molto semplicemente, facciamo un’altra indagine. La gente descrive i propri bisogni, la domanda viene stabilita e inizia la produzione in base a tale domanda e dal momento che la quantità  della domanda di determinati beni varierà  nel tempo e nello spazio, dovremo creare un “sistema di monitoraggio di domanda e distribuzione” per evitare così eccedenze e carenze. Sicuramente quest’idea non è una novità , ogni grande catena di negozi attualmente la utilizza per assicurarsi di stare al passo coi magazzini. Solo che questa volta monitoriamo su scala globale.

Ma aspettate un attimo. Non possiamo comprendere a pieno la domanda se non teniamo conto dell’effettivo uso del bene stesso. Sarebbe forse logico e sostenibile che ciascun essere umano avesse uno di tutto, a prescindere dall’uso? No. Sarebbe decisamente dispendioso e inefficiente. Se ad esempio una persona avesse bisogno di un bene per una media di 45 minuti al giorno, sarebbe molto più efficiente che quel bene fosse reso disponibile a tale persona e agli altri, quando ne hanno bisogno. In molti dimenticano che non è tanto il bene che vogliono, quanto lo “scopo” di quel bene. Una volta capito che il bene in sé è soltanto importante quanto la sua utilità , vedremmo che quella “restrizione verso l’esterno”, quella che oggi potremmo chiamare “proprietà “, è estremamente dispendiosa e illogica per l’ambiente da un punto di vista veramente economico. Quindi dobbiamo ideare una strategia detta “accesso strategico”. Questa diverrebbe la base del nostro “sistema di monitoraggio di domanda e distribuzione” che assicurerebbe di poter soddisfare la domanda dei bisogni della popolazione di ottenere ciò di cui ha bisogno, quando ne ha bisogno. Per quanto riguarda ottenere fisicamente i beni, dei centri centralizzati e regionali funzionerebbero perfettamente, una volta posti in prossimità  della popolazione, e chiunque potrebbe entrare, prendere l’articolo, usarlo e restituirlo quando non più necessario… un po’ come funziona una biblioteca. Questi centri non solo potrebbero esistere all’interno della comunità  come i negozi oggi, ma centri specializzati potrebbero esistere in quelle aree dove certi beni fossero utilizzati più spesso risparmiando energia con meno trasporti.

Una volta in funzione il sistema di monitoraggio della domanda, sarebbe collegato al nostro sistema di gestione della produzione e, naturalmente, al nostro sistema di gestione delle risorse creando una macchina di gestione economica globale unificata, dinamicamente aggiornata, che ci assicurerà  il mantenimento della sostenibilità , a partire dall’integrità  delle nostre risorse limitate, accertandosi che creiamo solo le merci strategicamente migliori, mentre ogni cosa è distribuita con la massima intelligenza ed efficienza. L’unicità  di questo approccio basato sulla preservazione – che è contro-intuitivo per molti – è che questo processo logico ed empirico di preservazione e di efficienza definisce la vera sostenibilità  umana sul pianeta, permetterà  qualcosa di mai visto prima nella storia umana. Abbondanza di accesso… non solo per una percentuale della popolazione mondiale, ma per l’intera civiltà.

Questo modello economico, come è stato appena generalizzato… Questo approccio sistemico e responsabile alla gestione integrale delle risorse e dei processi della Terra, progettato per fare niente meno che prendersi cura dell’umanità  nella sua interezza nel modo più efficiente e sostenibile possibile, potrebbe essere definito: “ECONOMIA BASATA SULLE RISORSE”. L’idea fu definita negli anni ’70 dal sociologo Jacque Fresco. Egli capì che la società  era in rotta di collisione con la natura e con sé stessa – insostenibile ad ogni livello – e che se le cose non fossero cambiate ci saremmo distrutti, in un modo o nell’altro.

[Intervistatore] Tutte queste cose che dici, Jacque, potrebbero essere costruite con quello che sappiamo oggi? O stai facendo supposizioni…sulla base di oggi?

[Jacque Fresco] No, tutte queste cose si possono costruire con quello che sappiamo oggi. Ci vorrebbero 10 anni per cambiare la faccia della terra, per rifare nel mondo un secondo Giardino dell’Eden. La scelta sta a voi: la stupidità  di una corsa agli armamenti nucleari, lo sviluppo di armi, cercare di risolvere i problemi politicamente votando questo o quell’altro partito politico. – tutta la politica è intrisa di corruzione – Lasciatemelo dire ancora una volta: il comunismo, il socialismo, il fascismo, la sinistra, la destra vogliono incorporare gli esseri umani; A tutte le organizzazioni che credono nel migliorare la vita dell’uomo: non ci sono problemi neri o polacchi o problemi ebrei o greci o problemi delle donne. Ci sono problemi umani! Non ho paura di nessuno. Non lavoro per nessuno. Nessuno può licenziarmi. Non ho nessun capo. Ho paura di vivere nella società  in cui viviamo oggi. La nostra società  non può essere mantenuta con tale incompetenza. Era una gran cosa il capitalismo, circa 35 anni fa! Quella era la fine della sua utilità . Ora dobbiamo cambiare modo di pensare o moriremo.

I film horror sul futuro diventeranno la nostra società. Il modo in cui non ha funzionato e la politica potrebbero essere parti del film horror.

Molta gente oggi chiama la scienza “fredda” perché è analitica e non sanno nemmeno cosa significhi “analitico”. Scienza significa “approssimazione più vicina al modo in cui il mondo funziona veramente”. Quindi, è dire la verità . Ecco cos’è. Lo scienziato non prova ad andare d’accordo con le persone. Dice loro quali sono le sue scoperte. Deve mettere in discussione ogni cosa e se qualche scienziato vien fuori con un esperimento che mostra che certi materiali hanno determinate qualità , altri scienziati devono essere in grado di replicare quell’esperimento e ottenere gli stessi risultati. Anche se uno scienziato pensa che un’ala di un’aereoplano per via di calcoli e matematica possa sostenere una data quantità  di peso, comunque ci mettono sopra dei sacchi di sabbia per vedere quando si rompe e dicono: “i miei calcoli sono giusti” o “non sono corretti”. Amo quel sistema perché è libero da parzialità e libero dal pensare che la matematica possa risolvere tutti i problemi. Bisogna mettere alla prova anche la matematica. Penso che ogni cosa che possa essere messo alla prova, debba esserlo e che tutte le decisioni dovrebbero basarsi sulla ricerca.

[Voce Narrante] Un’economia basata sulle risorse semplicemente è il metodo scientifico applicato ai problemi sociali, un approccio completamente assente nel mondo oggi. La società  è un’invenzione tecnica e i metodi più efficienti per una ottima salute, produzione materiale, distribuzione, infrastrutture cittadine e simili, risiedono nel campo della scienza e della tecnologia. Non nella politica o nell’economia monetaria. Opera nello stesso modo sistematico di un aeroplano, per dire, e non c’è un modo di destra o di sinistra di costruire un aeroplano. Allo stesso modo, la natura stessa è il riferimento fisico che usiamo per provare la scienza ed è un sistema definito, che cambia solo al crescere della nostra comprensione. Non si preoccupa infatti di cosa tu personalmente credi sia vero. Al contrario, ti dà  una scelta: puoi imparare e adeguarti alle sue leggi naturali e comportarti di conseguenza, creando costantemente benessere e sostenibilità , o puoi andare contro corrente, invano. Non importa quanto tu possa essere convinto di poterti alzare e iniziare a camminare sui muri, la legge di gravità  non te lo permetterà . Se non mangi, morirai. Se non vieni preso in braccio da piccolo, morirai. Per quanto crudele possa sembrare, la natura è una dittatura e possiamo darle retta e vivere in armonia con essa o pagarne le inevitabili conseguenze negative.

Un’economia basata sulle risorse non è niente di più che un insieme di conoscenze provate a supporto della vita dove tutte le decisioni si basano sulla sostenibilità  ottimale umana e ambientale. Tiene conto del contesto empirico della vita che ogni essere umano condivide come necessità indipendentemente, di nuovo, dal credo politico o religioso. Non c’è nessun relativismo culturale in questo approccio. Non è una questione di opinioni. I bisogni umani sono bisogni umani e avere accesso ai beni primari, quali aria pulita, cibo nutriente e acqua pulita, insieme ad un ambiente positivo, stabile, stimolante e non violento è un requisito per la nostra salute fisica e mentale, il nostro benessere evolutivo e, quindi, la sopravvivenza stessa della specie.

[Jacque Fresco] Un’economia basata sulle risorse sarà  basata sulle risorse disponibili. Non si può semplicemente portare un sacco di gente su un’isola o costruire una città  di 50 mila persone senza avere accesso ai beni di prima necessità . Quindi col termine “approccio sistemico comprensivo”, intendo il fare prima un inventario dell’area e determinare cosa tale area possa fornire – non solo un approccio architetturale, non solo un approccio di progettazione – ma la progettazione deve considerare tutti i requisiti per il miglioramento della vita umana e questo è ciò che intendo per “modo di pensare integrato”: cibo, vestiario, riparo, calore, amore; tutte queste cose sono necessarie e se si privano le persone di una di esse si ottiene un essere umano inferiore, meno in grado di funzionare.

[Voce narrante] Un’economia basata sulle risorse è da cima a fondo globale e sistemica riguardo estrazione, produzione e distribuzione; è basata su un insieme di meccanismi di vera economia o “strategie” che garantiscono efficienza e sostenibilità  in tutte le aree dell’economia. Seguendo il filo del discorso, in materia di progettazione logica cosa viene ora nell’equazione? Dove si concretizza tutto ciò? Nelle città. L’avvento della città  è una caratteristica determinante della civiltà  moderna. Il suo ruolo è di consentire un accesso efficiente ai beni primari insieme a maggiore sostegno sociale e interazione con la comunità.

Allora come cominciamo a progettare una città  ideale? Di che forma la facciamo? Quadrata? Trapezoidale? Beh, visto che ci andremo in giro potremmo farla il più possibile “equidistante” per comodità … da qui il cerchio. Che cosa dovrebbe contenere la città ? Abbiamo bisogno di una zona residenziale, una zona dove produrre beni, un’area per generare energia e una per l’agricoltura. Dobbiamo però anche crescere come esseri umani – dunque cultura, natura, ricreazione e istruzione. Quindi, includiamo un bel parco all’aperto, un’area per l’intrattenimento e gli spettacoli, per scopi culturali e di socializzazione e strutture per l’istruzione e la ricerca. E poiché stiamo lavorando con un cerchio sembra razionale piazzare queste funzioni in varie “cinture” basandoci sulla quantità  di terra necessaria per ogni obiettivo e alla comodità  di raggiungimento.

Molto bene. Ora scendiamo nello specifico: prima dobbiamo considerare le principali infrastrutture, gli “intestini” dell’organismo cittadino. Cioè i canali di trasporto di acqua, beni, rifiuti ed energia. Come abbiamo oggi reti idriche e fognature sotto le città , estenderemmo questo concetto di conduttura per integrarci il riciclo dei rifiuti e le consegne. Niente più postini o spazzini. È tutto incluso. Potremmo anche utilizzare tubi pressurizzati automatici e tecnologie simili.

Stesso discorso per i trasporti. Deve essere integrato e progettato strategicamente per ridurre o addirittura rimuovere il bisogno di dispendiose automobili personali. Tram elettrici, nastri, rulli, rotaie magnetiche che possono portarti praticamente ovunque nella città , anche in alto o in basso, oltre che connetterti ad altre città . E ovviamente, nel caso fosse necessaria un’automobile sarebbe guidata da satellite per motivi di sicurezza e integrità . Infatti questa tecnologia d’automazione è già  pronta all’uso. Gli incidenti automobilistici uccidono circa 1,2 milioni di persone ogni anno e ne feriscono 50 milioni. Questo è assurdo e non deve accadere. Tra un progetto urbano efficiente e auto senza conducente il numero di vittime può essere di fatto azzerato.

Agricoltura. Oggi, con metodi industriali disordinati e votati al taglio dei costi, uso eccessivo di pesticidi, fertilizzanti, e altro abbiamo praticamente distrutto la maggior parte delle terre coltivabili del pianeta, e anche avvelenato estensivamente i nostri organismi. Infatti sostanze tossiche agricole e industriali si ritrovano praticamente in ogni individuo, compresi i bambini. Fortunatamente, c’è una splendida alternativa: la coltivazione idroponica e aeroponica in assenza di suolo, che per di più riduce la necessità  di nutrienti e acqua fino al 75% rispetto all’uso corrente. Il cibo può essere coltivato biologicamente in scala industriale in serre verticali e chiuse, quali appezzamenti di 2 ettari alti 50 piani, che praticamente eliminano il bisogno di pesticidi e i di idrocarburi in generale. Questo è il futuro della coltivazione industriale degli alimenti. Efficiente, pulito ed abbondante. Così sistemi tanto avanzati sarebbero parte di ciò che comprende la cintura agricola producendo tutto il cibo per l’intera popolazione della città , senza nessuna necessità  d’importare niente dall’esterno, risparmiando tempo, sprechi ed energia.

E a proposito di energia, la cintura energetica funzionerebbe con approccio sistemico per ricavare elettricità  dalle nostre abbondanti fonti rinnovabili – nello specifico: eolica, solare, geotermica e, se vicino ad acque adatte, mareomotrice – Per evitare l’intermittenza e assicurarsi che ci sia un rendimento netto positivo di energia questi mezzi dovranno operare in un sistema integrato alimentandosi l’un l’altro quando necessario, mentre depositano l’energia in eccesso in supercondensatori sotto terra per non sprecare nulla.

E non solo la città  si auto-alimenta, strutture particolari potranno anche alimentarsi indipendentemente e generare elettricità  attraverso pannelli fotovoltaici, trasduttori di pressione, effetti di termocoppia e altre tecnologie moderne, ma sottoutilizzate.

Questo però ci impone una domanda: questa tecnologie e le merci in genere come vengono create, innanzitutto? Questo ci porta alla produzione: La cintura industriale, oltre ad avere ospedali e simili, sarebbe il fulcro della produzione di fabbrica. Completamente decentralizzata, otterrebbe le materie prime attraverso il sistema di gestione globale delle risorse, già  discusso, con la domanda generata dalla popolazione della città  stessa. In quanto ai meccanismi di produzione, dobbiamo discutere di un fenomeno nuovo e potente che si è sviluppato molto recentemente nella storia umana ad un ritmo che cambierà  tutto. Si chiama meccanizzazione, o automazione della manodopera.

[Dr. Berok Khoshnevis, Industrial & Systems Engineering, USC] Se vi guardate attorno, notate che quasi tutto quel che usiamo oggi è costruito automaticamente. Scarpe, vestiti, elettrodomestici, auto, ecc. sono costruiti da macchine, in modo automatico. Si può forse dire che la società  non sia stata influenzata da questi grandi progressi tecnologici? Certamente no. Questi sistemi impongono nuove strutture e nuove esigenze e rendono molte altre cose obsolete. Stiamo quindi andando avanti nello sviluppo e nell’uso della tecnologia in un modo esponenziale. Dunque l’automazione continuerà di certo. Non puoi fermare le tecnologie che hanno un senso.

[Voce narrante] L’automazione del lavoro attraverso le tecnologie è alla base di ogni grande trasformazione sociale nella storia dell’umanità . Dalla rivoluzione agricola e l’invenzione dell’aratro alla rivoluzione industriale e l’invenzione delle macchine a motore fino all’epoca dell’informazione in cui viviamo attraverso l’invenzione dell’elettronica avanzata e dei computer. Considerando inoltre i metodi avanzati di produzione, la meccanizzazione oggi sta evolvendo per conto proprio, spostandosi dal metodo tradizionale di assemblaggio delle parti in una struttura a un metodo avanzato di creazione di un intero prodotto in una singola lavorazione.

[Dr. Adrian Bowyer, Inventor | Engineer, Bath University, UK] Come la maggior parte degli ingegneri, sono affascinato dalla biologia, perché è piena di esempi di ingegneria straordinari. La biologia è lo studio di cose che si riproducono da sole. – la migliore definizione di vita che abbiamo – Di nuovo, come ingegnere sono sempre stato incuriosito dall’idea di macchine che si copino da sole. RepRap è una stampante tridimensionale, cioè una stampante che colleghi al tuo computer e che, invece di fare fogli di carta bidimensionali con dei disegni, crea oggetti reali, fisici, tridimensionali. Non è niente di nuovo… le stampanti 3D esistono da circa 30 anni. La novità  di RepRap è che stampa gran parte delle proprie parti. Perciò, se ne hai una, potresti farne un’altra e darla a un amico oltre che poterci stampare un sacco di cose utili.

[Voce narrante] Dalla semplice stampa di piccoli oggetti per la casa alla stampa dell’intera scocca di automobile in un sola passata. La stampa 3D automatizzata e avanzata ha il potenziale di trasformare praticamente ogni campo della produzione, inclusa l’edilizia abitativa. Il “contour crafting” è in realtà  una tecnologia di fabbricazione, la cosiddetta stampa 3D, che costruisce oggetti 3D direttamente da un modello digitale.

[Dr. Berok Khoshnevis] Usando il contour crafting sarà  possibile costruire una casa di 180 metri quadri esclusivamente con la macchina, in un giorno. La ragione per cui c’è interesse per la costruzione automatizzata è che porta realmente un sacco di benefici. Per esempio, l’edilizia è un lavoro alquanto faticoso e, sebbene dia lavoro a un settore della società , ha anche problemi e complicazioni. Per esempio, il lavoro del muratore è il più pericoloso, – più di quello del minatore o dell’agricoltore – quello con la più alta mortalità  in quasi ogni paese. Un altro problema sono gli scarti. Un casa media negli Stati Uniti crea da 3 a 7 tonnellate di scarti. È tantissimo, se consideriamo l’impatto dell’edilizia e sapendo che circa il 40% di tutti i materiali nel mondo sono usati nell’edilizia. Quindi un grande spreco di energia e risorse oltre che un ingente danno all’ambiente.

[Roxanne Meadows, The Venus Project] Costruire case usando martello, chiodi e legno, allo stato odierno della nostra tecnologia, è davvero assurdo e farà  la fine che ha fatto il mestiere di operaio della manifattura statunitense. Di recente uno studio dell’economista David Autor del MIT ha sostenuto che la nostra classe media è obsoleta e sta per essere rimpiazzata dall’automazione.

[Voce narrante] Semplicemente, la meccanizzazione è più produttiva, efficiente e sostenibile del lavoro umano quasi in ogni settore dell’economia. Le macchine non hanno bisogno di ferie, pause, assicurazioni, pensioni, e possono lavorare per 24 ore al giorno, ogni giorno. La produttività  e l’accuratezza sono ineguagliabili, se confrontate con il lavoro umano. Il punto: il lavoro umano ripetitivo sta diventando obsoleto e poco pratico in tutto il mondo e la disoccupazione che vedete oggi è principalmente il risultato di questa evoluzione dell’efficienza della tecnologia. Per anni, gli economisti hanno ignorato questa crescente tendenza, che può essere chiamata “disoccupazione tecnologica”, per il fatto che nuovi settori sono sempre saltati fuori ad assorbire i disoccupati. Oggi il settore dei servizi è l’unico appiglio rimasto e offre lavoro ad oltre l’80% dei lavoratori americani, con una proporzione simile in molti dei paesi industrializzati. Tuttavia, questo settore deve ora fare i conti con sportelli automatizzati, ristoranti automatizzati e anche negozi automatizzati. Gli economisti stanno finalmente ammettendo ciò che hanno negato per anni: non solo la disoccupazione tecnologica sta aggravando l’attuale crisi del lavoro, che già  vediamo ovunque a causa della crisi economica globale, ma più la crisi si aggrava e più velocemente le industrie meccanizzano. Il tranello, non ancora scoperto, è che più velocemente automatizzano per risparmiare, più licenziano persone, più riducono il potere di acquisto della popolazione. Questo significa che mentre le aziende possono produrre tutto a minor costo, sempre meno persone hanno il denaro per comprare qualcosa, indipendentemente da quanto sia diventato conveniente. In sostanza il gioco del “lavoro in cambio di paga” sta lentamente arrivando alla fine. Infatti, se ci si prende un momento per riflettere sulle professioni di oggi, che l’automazione potrebbe sostituire da subito, se applicata, il 75% della forza lavoro potrebbe essere sostituita da macchinari, domattina.

Questo è il perché, in un’economia basata sulle risorse, non c’è nessun sistema monetario di mercato. Nessun denaro… perché non ce n’è bisogno. Un’economia basata sulle risorse riconosce l’efficienza della meccanizzazione e la accetta per quello che può offrire. Non la combatte, come succede oggi, perché è irresponsabile non prestare attenzione all’efficienza e alla sostenibilità . E questo ci riporta al nostro sistema urbano. Al centro si trova il padiglione centrale che non solo ospita le strutture scolastiche e gli snodi di trasporto, ma contiene il centro di calcolo che esegue le operazioni tecniche della città . La città  è infatti una grande macchina automatica. Ha sensori in tutte le cinture “tecniche” per monitorare il progresso dell’agricoltura, ricavo dell’energia, produzione, distribuzione e simili. Sarebbero necessarie delle persone per sovrintendere queste operazioni in caso di malfunzionamento? Molto probabilmente sì. Ma il loro numero diminuirebbe nel tempo con l’avanzare dei miglioramenti. Tuttavia ad oggi forse il 3% della popolazione urbana sarebbe necessaria per questo compito, se si fanno i conti. E vi posso assicurare che in un sistema economico che è studiato per prendersi veramente cura di te e per assicurarti il benessere senza costringerti a sottometterti a una dittatura privata ogni giorno, a un lavoro che di solito è tecnicamente non necessario o socialmente inutile, mentre lotti con debiti che non esistono, solo per sbarcare il lunario… Vi garantisco: la gente si offrirà volontaria da tutte le parti per mantenere e migliorare un sistema che di fatto si prende cura di loro.

È con quella storia dell’incentivo arriva la comune supposizione che senza una qualche pressione esterna affinché si “lavori per campare”, la gente se ne starebbe con le mani in mano a far nulla e diventerebbe una massa informe e pigra. Questo è un nonsenso. Il sistema del lavoro che abbiamo oggi è di fatto il generatore della svogliatezza, non un suo risolutore. Se pensi a quando eri un bambino pieno di vita, interessato a imparare nuove cose come creare ed esplorare… però con il tempo il sistema ti ha spinto a concentrarti sul come fare soldi. E dall’educazione precoce fino agli studi universitari, sei stato limitato. Per uscirne infine come una creatura che serve come la ruota di un ingranaggio, che manda tutti i frutti all’1% che comanda.

Studi scientifici hanno dimostrato che la gente non è di fatto motivata da una ricompensa monetaria quando si tratta di ingegnosità  e di creare. La creazione stessa è la ricompensa. Infatti sembra che il denaro serva da incentivo solo per azioni ripetitive e banali: un ruolo che può essere rimpiazzato dalle macchine. Quando si tratta d’innovare – l’uso giusto della mente umana – l’incentivo monetario è un provato intralcio, che interferisce e distrae dal pensiero creativo. E questo potrebbe spiegare perché Nikola Tesla, i fratelli Wright ed altri inventori, che hanno contribuito massicciamente al nostro mondo attuale hanno mostrato di non farlo per l’incentivo monetario. Il denaro è infatti un falso incentivo e causa 100 volte più distorsione che contributo.

Buongiorno ragazzi. Prego, sedetevi. La prima cosa che vorrei fare è girare per l’aula e chiedere ad ognuno cosa vorrebbe fare da grande. Chi vuole iniziare? Che mi dici, Sara?

Quando sarò grande voglio lavorare da McDonald’s come mia madre!

Oh, tradizione di famiglia, eh? E tu Linda?

Quando diventerò grande farò la prostituta per le strade di New York!

Oh! Ragazza seducente, eh? Molto ambizioso.

E tu Tommy?

Quando sarò grande diventerò un uomo d’affari ricco ed elitario che lavora a Wall Street e guadagna dal crollo delle economie estere.

Imprenditoriale… e con un bell’interesse multiculturale!

Vittime della cultura

[Voce narrante] Come già  detto, un’economia basata sulle risorse applica il metodo scientifico all’ambito sociale e non limitandosi solo all’efficienza tecnica, ma considerando anche il benessere umano e sociale in modo diretto o meno. Quanto vale un sistema sociale se, alla fine, non produce felicità  e convivenza pacifica? È quindi importante sottolineare che rimuovendo il sistema monetario e una volta garantite le necessità  primarie vedremmo quasi subito una riduzione globale di circa il 95% della criminalità perché non ci sarebbe nulla da rubare, arraffare, truffare… Il 95% dei detenuti oggi sono in prigione a causa di crimini legati al denaro o all’abuso di droga e l’abuso di droga è una malattia, non un crimine.

E il restante 5%? I veri violenti… che per alcuni sono violenti solo per il gusto di esserlo… sono semplicemente persone “cattive”?

Il motivo per cui credo che sia una perdita di tempo dare giudizi di carattere morale sulla violenza delle persone è che giudicare non aumenta di nulla la nostra comprensione delle cause o la prevenzione del comportamento violento. La gente a volte chiede se io credo nel “perdono” dei criminali. La mia risposta è “No, io non credo nel perdono più di quanto creda nella condanna”. Se solo come società , potessimo trattare la violenza come un problema di salute pubblica e di prevenzione invece che come un “male” morale… Solo facendo questo cambio di atteggiamenti, presupposti e valori riusciremo veramente a ridurre il livello di violenza, piuttosto che incentivarla, che è quello ciò stiamo facendo ora.

[Jacque Fresco] Più giustizia si cerca, più ci si fa male perché non esiste una “giustizia”. Là  fuori c’è quello che c’è. Ecco. Se la gente è condizionata a esser bigotta e razzista o se si è cresciuti in un ambiente che propugna queste idee, perché incolpare qualcuno per questo? Sono vittime di una subcultura. Perciò vanno aiutati. Il punto è che dobbiamo riprogettare l’ambiente che produce comportamenti aberranti. Questo è il problema. Non mettere una persona in prigione. Per questo giudici, avvocati o il concetto di “libero arbitrio” sono pericolosi: perché ti disinformano. Che una persona sia “cattiva”… o sia un “serial killer”. Serial killer si diventa come i soldati che diventano serial killer con un mitra. Loro diventano delle macchine da guerra, ma nessuno li guarda come sicari o assassini perché ciò è “naturale”.

Così incolpiamo la gente. Diciamo: “Quel tipo era un nazista, torturava gli ebrei”. No: fu educato a torturare gli ebrei. Una volta che accetti come fatto che le persone facciano scelte individuali e siano “libere” di fare quelle scelte…liberi di fare scelte vuol dire “non essere influenzati” …io questo non lo vedo proprio. Tutti noi siamo influenzati in tutte le nostre scelte dalla cultura in cui viviamo, dai nostri genitori e dai valori dominanti. Veniamo influenzati: non ci sono scelte “libere”. “Qual è il migliore paese al mondo?” – la risposta esatta è: “Non ho girato tutto il mondo e non so abbastanza delle varie culture per rispondere.” Io non conosco nessuno che risponda così. Dicono: “Sono i vecchi, cari USA: il più grande paese al mondo!” “Sei stato in India?” – “No.” “Sei stato in Inghilterra?” – “No.” “Sei stato in Francia?” – “No.” Quindi su cosa basi le tue supposizioni? Non sanno rispondere. Si infuriano. Dicono: “Dannazione! Chi diavolo sei tu per dirmi cosa pensare?!” Non dimenticare: sono persone fuorviate. Non sono responsabili delle loro risposte; sono vittime della cultura ovvero sono state “influenzate” dalla cultura.

IV: l’Ascesa

[Voce narrante] Quando consideriamo un’economia basata sulle risorse spesso ci sono varie discussioni che tendono a venir fuori… …

“EH!”

“Eh! Ehi!”

“Aspetta un attimo!”

“So cos’è questo. Si chiama Marxismo, amico.”

“Stalin ha ucciso 800 miliardi di persone per idee come questa”…

…”Mio padre è morto in un Gulag!”

…”Comunista!”…

…”Fascista!”…

…”Se non ti piace l’America, vattene!”

… Ok ragazzi, calmatevi…

…”Morte al Nuovo Ordine Mondiale!”…

…”Morte al Nuovo Ordine Mondiale!”…

E man mano che aumentava l’irrazionalità del pubblico, scioccato e confuso il narratore ebbe un infarto fatale – – e il film di propaganda comunista cessò

[ERRORE DI SISTEMA…]

[INIZIO BACKUP… …RIPRISTINATO]

…sai, ho detto queste cose a persone del giro dei “think tank” – sai questi del Club of Rome e così via… Loro dicono “Marxista!” Cosa? Marxista? Da dove arriva? Hanno solo quest’icona a cui aggrapparsi. È il loro Santo Graal, ed è così facile.

Mi chiedono se sia socialista o comunista o capitalista, io dico: nessuna delle precedenti. Perché pensate che siano le uniche opzioni? Tutti quei concetti politici furono creati da scrittori che credevano di vivere in un pianeta con infinite risorse. Nemmeno una di quelle filosofie politiche contempla la carenza di qualsiasi cosa.

[Jacque Fresco] Credo che comunismo, socialismo, capitalismo e fascismo siano parte dell’evoluzione sociale. Non puoi fare un passo enorme da una cultura all’altra: ci sono dei sistemi intermedi.

Prima di qualunque “-ismo”, c’è il contesto della vita, e il contesto è semplicemente tutto ciò che è richiesto per fare il prossimo respiro e riguarda l’aria che respiri l’acqua che bevi, la sicurezza che hai, l’educazione che puoi avere, tutte le cose che condividiamo e usiamo, di cui la vita, in nessuna cultura, può fare a meno. Dobbiamo ripartire dal contesto della vita e il contesto della vita non è un “-ismo”. È “analisi del valore”, per la vita.

Oltre il Limite

[Dr. Gabor Maté] È semplicemente un dato di fatto storico che la cultura dominante di ogni particolare società  rispecchi gli interessi del gruppo dominante in quella stessa società . In una società  schiavista le credenze sugli esseri umani, sui loro diritti e così via, riflettono le esigenze dei proprietari degli schiavi. In una società , invece, basata sul potere di certe persone di controllare e trarre profitto dalla vita e dal lavoro di milioni di altri, la cultura intellettuale dominante rispecchierà  le esigenze del gruppo dominante. Quindi, se si guarda tutta la linea, le idee che pervadono la psicologia, la sociologia, la storia, l’economia politica e la scienza politica, fondamentalmente riflettono alcuni interessi dell’èlite. E gli accademici che mettono tutto questo in discussione tendono ad essere messi da parte ed esser visti come una specie di “radicali”.

[Voce narrante] I valori dominanti di una cultura tendono a sostenere e perpetuare ciò che viene premiato da tale cultura. E in una società  dove il successo e lo status si misurano in termini di ricchezza materiale – e non in contributo sociale – è facile capire perché lo stato del mondo è quello che è. Si tratta di una distorsione del sistema di valori, completamente snaturata, dove la priorità  della salute personale e sociale è diventata secondaria rispetto all’idea disastrosa di ricchezza artificiale e di crescita illimitata. E, come un virus, questo disturbo permea ogni aspetto del governo, dei media, del divertimento e persino del mondo accademico. E insiti nella sua struttura ci sono dei meccanismi di protezione da tutto ciò che potrebbe interferire.

I seguaci della religione del mercato monetario, i guardiani autoproclamati dello status quo, sono costantemente alla ricerca di modi per evitare ogni forma di pensiero che potrebbe interferire con il loro credo Il più comune è quello delle “dualità  proiettate”. Se non sei un repubblicano, devi essere un democratico. Se non sei un cristiano, sarai un satanista; e se pensi che la società  possa essere molto migliorata fino a considerare il prendersi cura di tutti? Sei soltanto un “utopista”. E il dualismo più insidioso è: se non sei per il “libero mercato” devi essere contro la libertà  stessa.

[Milton Friedman] “Io credo nella libertà!”

Ogni volta che senti la parola “libertà ” “ingerenza di governo” dette da qualche parte, vogliono dire che “ciò blocca la massimizzazione della rendita finanziaria per i detentori del denaro.” Tutto qua. E ci butteranno dentro un “Abbiamo bisogno di più beni per la gente…” o un “questa è libertà  contro tirannia” e così via. Ogni volta che la senti puoi decifrarla così e penso che troverai una correlazione 1 a 1 ogni volta che la usano. Questa, in un certo senso, potremmo chiamarla “sintassi”: una sintassi che governa comprensione e valori. Essa li governa oltre la loro stessa consapevolezza, così potranno dire: “Oh, ma io non intendevo quello!” ma, di fatto, è ciò che intendono. È come parlare secondo grammatica, si hanno regole grammaticali che si seguono senza rendersi conto di quali siano… e così si ha quella che chiamo “sintassi dei valori dominanti” al di sotto del fenomeno. Quindi, ogni volta che dicono “ingerenza di governo”, “mancanza di libertà “o “libertà ” o “progresso” o “sviluppo” tu puoi decodificarle per farle tornare a quel significato.

[Voce narrante] Ovviamente quando senti la parola “libertà ” di solito è insieme alla parola “democrazia”. È curioso come oggi le persone sembrino credere di avere realmente un’importante influenza sull’operato dei loro governi, dimenticando che per sua natura il nostro sistema mette tutto in vendita. L’unico voto che conta è quello monetario e non importa quanto gli attivisti protestino su etica e responsabilità . Nel sistema-mercato, ogni politico, ogni legislazione e, di conseguenza, ogni governo è in vendita. Ci sono stati salvataggi da 20 mila miliardi di dollari delle banche a partire dal 2007, e una quantità  di denaro che avrebbe potuto convertire l’infrastruttura energetica globale a metodi interamente rinnovabili, è andata invece a istituzioni che non fanno niente per aiutare la società , istituzioni che potrebbero essere eliminate domani senza conseguenze… eppure la cieca convinzione che la politica e i politici esistano per il benessere comune ancora perdura. Il fatto è che la politica è un affare – non diversa dagli altri nel sistema di mercato – e questi perseguono innanzitutto il loro interesse.

[George Carlin] Io non credo, in tutta onestà , nell’azione politica. Penso che il sistema si espande e contrae come vuole. Si adegua a questi mutamenti. Penso che il movimento per i diritti civili sia un concessione di coloro che possiedono il paese. Penso che sappiano dove stia il loro interesse personale; vedono di buon occhio una certa quantità  di libertà – un illusione di libertà  – e concedono un giorno per votare ogni anno dando alla gente l’illusione di poter scegliere. Una scelta senza senso- andare, come schiavi e dire: “Oh, ho votato.” I limiti del dibattito in questo paese sono stabiliti prima che il dibattito inizi e tutti gli altri sono fatti passare per comunisti o per persone in qualche modo sleali – per “spostati”, ecco la parola – e si arriva alla “cospirazione”. Ecco, l’hanno inventato. Un’idea che da non prendere in considerazione neanche per un minuto: i potenti che si uniscono con un progetto comune! Ma va! Sei uno spostato! Sei un “maniaco delle cospirazioni”!

[Voce narrante] E tra tutti i meccanismi di difesa di questo sistema, ce ne sono due che si ripetono. Il primo è l’idea che il sistema sia stato la “causa” del progresso materiale che abbiamo visto in questo pianeta. Beh… No. Ci sono fondamentalmente due cause che hanno creato la cosiddetta “ricchezza” e la crescita della popolazione che vediamo oggi. Uno: il progresso esponenziale della tecnologia di produzione, quindi ingegnosità  scientifica. Due: la scoperta di carburanti fossili abbondanti che attualmente è il fondamento di tutto il nostro sistema socio-economico. Il libero mercato e il sistema capitalista, monetario o sistema di mercato – comunque vogliate chiamarlo – non ha fatto nient’altro che cavalcare l’onda di questi eventi con un sistema d’incentivi distorto e un metodo casuale e rozzamente diseguale di utilizzare e distribuire questi frutti. La seconda difesa è un belligerante pregiudizio sociale generato da anni di propaganda che guarda ad altri sistemi sociali come la rotta verso la cosiddetta “tirannia” e ci mettono dentro uno Stalin, un Mao, un Hitler… e il bilancio delle vittime da essi generati. Beh, per quanto dispotici che questi uomini siano stati assieme all’approccio sociale che hanno promosso… quando si gioca il gioco della morte, quando si arriva al sistematico quotidiano sterminio di massa di esseri umani – niente nella storia è paragonabile con quello che abbiamo oggi.

Carestie: almeno per tutto il secolo scorso non sono state causate dalla mancanza di cibo. Sono state causate dalla povertà  relativa. Le risorse economiche sono state distribuite così iniquamente che i poveri semplicemente non hanno avuto abbastanza soldi per comprare il cibo che sarebbe stato disponibile se solo fossero stati in grado di permetterselo. Questo è un esempio di violenza strutturale. Un altro esempio: in Africa e anche altrove, ma mi concentrerò sull’Africa , decine di milioni di persone muoiono di AIDS. Perché muoiono? Non è perché non sappiamo come curare l’AIDS. Abbiamo milioni di persone nei paesi ricchi che stanno molto bene perchè hanno le medicine per tenerlo sotto controllo. La gente che in Africa muore di AIDS non muore a causa del virus HIV… ma perché non ha i soldi con cui pagare i farmaci che potrebbero mantenerla in vita. Gandhi lo capì. Disse: “La più mortale forma di violenza è la povertà “. Ed è assolutamente vero. La povertà  uccide molte più persone di tutte le guerre nella storia, più persone di tutti gli assassini della storia, più di tutti i suicidi nella storia… Non solo: la violenza strutturale uccide più persone di tutta la violenza comportamentale messa insieme, ma la violenza strutturale è anche la causa principale della violenza comportamentale.

Al di là  del picco

[Michael Ruppert] Il petrolio è alla base ed è presente durante la costituzione della civiltà  umana. Ci sono 10 calorie di energia da idrocarburi – petrolio e gas naturale – per ogni caloria di cibo che mangiamo nel mondo industrializzato. I fertilizzanti sono fatti con gas naturale. I pesticidi sono tratti dal petrolio. Si usano mezzi a petrolio per piantare, arare, irrigare, raccogliere, trasportare e impacchettare. Si avvolge il cibo nella plastica, che è petrolio. Tutta la plastica è petrolio. Ci sono 30 litri di petrolio in ogni pneumatico. Il petrolio è ovunque, è onnipresente. Ed è solo a causa del petrolio che ci sono 7 miliardi di persone o quasi su questo pianeta, ora come ora.

[Dr. Colin J. Campbell, Petroleum Geologist] L’arrivo di questa energia comoda e poco costosa, che è equivalente, per inciso, a milioni di schiavi che lavorano tutto il giorno, ha cambiato il mondo in modo radicale nell’ultimo secolo e la popolazione è aumentata di 10 volte. Entro il 2050, però, la disponibilità  di petrolio potrà sostenere meno di metà  dell’attuale popolazione mondiale con l’attuale stile di vita. Quindi la quantità  di adattamento necessaria a vivere diversamente è enorme.

[Michael Ruppert] Nel mondo oggi si usano 6 barili di petrolio per ogni barile scoperto. Cinque anni fa se ne usavano 4 per ogni barile scoperto. Tra un anno ne utilizzeranno 8 per ogni barile effettivo.

[Jeremy J. Gilbert, Petroleum Engineer] Ciò che trovo inquietante è l’assenza di qualsiasi impegno reale, da parte dei governi e delle principali industrie di tutto il mondo, a fare qualcosa di diverso. Abbiamo questa specie di tentativi di costruire più centrali eoliche e magari di fare qualcosa con le maree; abbiamo tentativi di rendere le nostre macchine un po’ più efficienti, ma non c’è niente che assomigli veramente a una rivoluzione imminente; queste sono tutte cose da poco e penso che ciò sia spaventoso…

[Dr. Colin J. Campbell] E i governi, che sono guidati da questi economisti che non capiscono davvero quanto stiamo dicendo, cercano di incentivare il consumismo per ripristinare la prosperità  perduta con la speranza di riportare in vita il passato. Stanno stampando altro denaro, privo di qualsiasi garanzia. Quindi, se l’economia migliorasse e ritornasse la famosa crescita, avrebbe vita breve perché entro poco tempo, quantificabile in mesi anziché anni, si scontrerebbe di nuovo con i limiti dell’approvvigionamento. Ci sarà  un altro shock dei prezzi, e una recessione peggiore. Perciò penso che finiremo in una serie di circoli viziosi.

[Michael Ruppert] Si ha una crescita economica in aumento. I prezzi si impennano… e tutto si ferma. È il punto dove stiamo ora. Col tempo comincia a risalire, ma ora siamo a un punto dove non c’è più capacità  di produrre energia a basso costo. Siamo al picco; siamo sulla discesa della produzione petrolifera. Non c’è modo di cavarne altro dalla terra più velocemente, il che significa che si ferma tutto, il prezzo del petrolio cala, come ha fatto a inizio 2009, ma dopo, appena c’è una “ripresa” Il prezzo del petrolio comincia a risalire. Di recente oscillava a circa 80 dollari al barile e ciò che vediamo è che, anche a 80 dollari al barile, con il crollo finanziario ed economico la gente ha difficoltà  a permetterselo.

[Jeremy J. Gilbert] La produzione mondiale è oggi di circa 86 milioni di barili al giorno. Nei prossimi 10 anni, si prevede che 14 milioni dovranno essere rimpiazzati. Non c’è nulla nelle vicinanze che possa arrivare a soddisfare neanche l’1% percento di una domanda simile. Se non facciamo qualcosa molto in fretta ci sarà  una enorme carenza di energia. Penso che il grande errore sia stato non riconoscere, una decina di anni fa, che uno sforzo comune doveva esser fatto per sviluppare queste forme di energia sostenibile. Penso che sia qualcosa a cui i nostri nipoti guarderanno con totale incredulità : “Voi altri sapevate di avere a che fare con una risorsa limitata… come avete mai potuto basare la vostra economia su qualcosa destinato a scomparire?”

[Voce narrante] Per la prima volta nella storia umana la specie è ora di fronte all’esaurimento di una risorsa di base, centrale per il nostro attuale sistema di sopravvivenza e la parte più spassosa della storia è che, anche con il petrolio sempre più scarso, il sistema economico continua a incoraggiare ciecamente il suo modello di crescita cancerogena, così la gente può andare a comprare sempre più auto a petrolio per fare PIL e posti di lavoro; esasperando il declino. Ci sono soluzioni per sostituire l’impalcatura dell’economia degli idrocarburi? Naturalmente. Ma il percorso necessario per realizzare questi cambiamenti non si manifesterà  coi protocolli che richiede il sistema di mercato, in quanto nuove soluzioni possono essere attuate solo mediante il meccanismo del profitto. La gente non investe nelle energie rinnovabili perché non c’è profitto, sia nel lungo che nel breve termine e l’impegno necessario perché ciò accada può esserci soltanto a costo di una forte perdita finanziaria. Dunque non c’è un incentivo economico e in questo sistema, se non c’è incentivo economico, le cose non accadono. E oltre tutto ciò, il picco del petrolio è solo una delle tante conseguenze che emergono dal deragliamento socio-ambientale che sta avvenendo. Altri declini includono: l’acqua potabile – il vero tessuto della nostra esistenza – la quale mostra attualmente insufficienze per 2,8 miliardi di persone ed è in viaggio verso i 4 miliardi nel 2030.

La produzione di cibo: la distruzione di terreno coltivabile, dal quale oggi proviene il 99.7% di tutto il cibo umano avviene fino a 40 volte più velocemente del suo reintegramento e negli ultimi 40 anni, Il 30% delle terre coltivabili è diventato improduttivo. Senza contare che gli idrocarburi sono la spina dorsale dell’agricoltura odierna e con il loro declino ci sarà  anche quello del cibo. Riguardo alle risorse in generale con i nostri attuali modelli di consumo, entro il 2030 avremo bisogno di 2 pianeti per mantenere i nostri ritmi. Senza parlare della continua distruzione della biodiversità  alla base della vita, che causa estinzioni di massa e destabilizzazione ambientale intorno al globo.

E con tutti questi declini, abbiamo una crescita quasi esponenziale della popolazione per la quale entro il 2030 ci potrebbero essere più di 8 miliardi di persone sul pianeta. La sola produzione di energia dovrebbe aumentare del 44% entro il 2030 per rispondere a tale domanda. E ancora, dal momento che il denaro è l’unico motore d’azione dovremmo aspettarci che una qualche nazione del pianeta possa permettersi i massicci cambiamenti necessari per rivoluzionare l’agricoltura, il trattamento dell’acqua, la produzione di energia e via dicendo? Mentre la truffa piramidale del debito globale sta lentamente fermando il mondo intero? Per non parlare del fatto che la disoccupazione che osserviamo oggi diventerà  la normalità  a causa della natura della disoccupazione tecnologica. I posti di lavoro non ritorneranno. E, infine, una panoramica sociale: dal 1970 al 2010, la povertà  su questo pianeta è raddoppiata a causa di questo sistema e considerando la situazione attuale, pensate onestamente che vedremo qualcosa che non sia un ulteriore raddoppio… ulteriore sofferenza e ulteriore fame nel mondo?

L’Inizio

[Michael Ruppert] Non ci sarà  alcuna ripresa. Questa non è solo una lunga recessione. dalla quale un giorno usciremo. Credo che la fase successiva, che vedremo dopo il prossimo giro di collassi economici, sarà  una massiccia ribellione popolare. Quando le indennità  di disoccupazione non saranno più pagate, perché agli stati non restano più soldi…

[Jacque Fresco] …e quando le cose si metteranno così male, che la gente perderà  fiducia nei leader che ha eletto, pretenderà  un cambiamento, se non ci ammazziamo a vicenda nel mentre o distruggiamo l’ambiente. Ho solo paura che potremmo arrivare al punto di non ritorno e questo mi preoccupa infinitamente. Facciamo quel che possiamo per evitare tale situazione.

È chiaro che siamo sull’orlo di una grande transizione nella vita umana, ciò che abbiamo davanti adesso è questo cambiamento fondamentale della vita che abbiamo conosciuto nel secolo scorso. Deve esserci un legame tra l’economia e le risorse del pianeta. Risorse che sono, naturalmente, tutta la flora e la fauna, la salute degli oceani e tutto il resto. Questo paradigma monetario non mollerà finché non avrà  ucciso l’ultimo essere umano. L’élite farà  tutto il possibile per rimanere al potere e questo va tenuto a mente. Useranno l’esercito, la marina e le menzogne o qualsiasi cosa debbano usare, per rimanere al potere. Non hanno intenzione di cederlo perché non conoscono un altro sistema che perpetui il loro genere.

[In diretta da New York]

[La protesta globale ferma l’economia mondiale]

[In diretta da Londra]

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[Il tasso di criminalità  si impenna in Occidente]

[L’ONU dichiara lo stato d’emergenza globale]

[La disoccupazione globale tocca il 65%]

[continua la paura di una guerra mondiale]

[Il collasso del debito è causa di carestie]

[“I’ve Seen All Good People (Your Move)” by Yes]

[Riprendeteveli]

[Sebbene non sia stata riportata alcuna violenza, una protesta senza precedenti continua… sembra che l’equivalente di migliaia di miliardi di dollari stiano venendo sistematicamente ritirati dai conti bancari Di tutto il mondo e ora venendo evidentemente scaricati davanti alle varie banche centrali del mondo.]

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